Nottetempo

Nottetempo
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Un settembre di molti anni prima Giulia e suo marito hanno passato due settimane sull’Isola. Un luogo in cui l’ispirazione soffiava avvolgendo il pianista come una brezza. In cui Giulia poteva passeggiare in riva al mare con i piedi immersi fra i piccoli fluttui e i gabbiani ad accompagnare i suoi silenzi e i suoi pensieri. Neri, per lo più. Proprio nell’Isola infatti è tornata quella presenza inquietante che ha afflitto Giulia fin da quando era appena una bambina. Il male, lo chiamava lei e anche suo marito. Il saluto di un musicista all’Isola di cui si è innamorato, e che ricorda sempre con tenerezza, non può che essere una composizione ispirata. Una melodia che ora lui stesso stenta a ricordare. Nel suo bell’appartamento veneziano, nell’ampia sala nel cui centro troneggia un pianoforte a coda, la sua vena artistica sembra averlo abbandonato, proprio come ha fatto sua moglie suo malgrado. Eppure anche Venezia inizialmente sembrava ai due neosposi un luogo magico, in cui avrebbero potuto essere felici. In cui sono stati felici. Per alcuni anni mistero e bellezza hanno alimentato le melodie e la musica sembrava quasi comporsi da sola, come un fiume di idee. Come un dono grazie al quale andare in giro per il mondo a suonare, a ritirare prestigiosi premi e menzioni d’onore. Un dono che oggi sembra perduto, come la serenità dell’Isola provata molti anni prima…

Con Nottetempo Luca Russo dà vita a una storia malinconica e solitaria. Unico protagonista, un pianista preda di dolorosi ricordi, incubi e stralci di momenti felici. Oltre a lui e sua moglie Giulia, non ci sono altre figure umane fra le pagine: le maschere, per lo più veneziane, e i dipinti di secoli e secoli prima sono gli unici interlocutori in un mondo disabitato che sembra immerso sotto una coltre di densa nebbia. Fra i personaggi ispirati alla storia dell’arte che più fanno presa sul lettore, Il misantropo dipinto da Pieter Bruegel nel 1568. Il vecchio si rivolge al protagonista, dalle sue labbra serrate lo ammonisce: “Sei diventato un essere grottesco, un misantropo! Come me”. Sotto il dipinto, con una scritta in fiammingo, il soggetto incappucciato informa chi cerca il significato del suo incedere solitario: “Poiché il mondo è così infido/Mi vesto a lutto”. Lo stesso fa il musicista di cui Luca Russo illustra la storia. Il suo flusso di pensieri è un vortice che dagli spazi aperti azzurri e rosa del mare arriva fino a boschi notturni in cui perdersi, in un alternarsi di ricordi e incubi, di scenari onirici e surreali. Lo stile di disegno è un ibrido fra fumetto e pittura. Fluido come una tela impressionista: tecnica digitale che replica le pennellate dell’olio. Il risultato però non è impeccabile, e la causa è da ricercarsi in questo caso più nello strumento che nella mano di chi lo usa. C’è come una sensazione di geometrico forzato, nell’utilizzo dei pennelli digitali al posto di quelli fisici. Le linee, pur avendone l’aspirazione, non sono mai morbide, le occhiaie non così profonde come dovrebbero, gli abiti poco spiegazzati, le espressioni immobili... La tavolozza dei colori di un qualsiasi software non amalgama e non fonde, così che nelle illustrazioni si riconoscono i livelli (ovvero gli strati), che tendono a restare separati e a dare una sensazione di incompiuto. Nonostante ciò, la storia narrata è una testimonianza delicata e non banale sul “male oscuro” e altre importanti questioni etiche, presentate da un punto di vista individuale e intimista. Una lettura perfetta per i lunghi e bui pomeriggi invernali.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER