Notturno metropolitano

Notturno metropolitano

Milano. Gennaio. Quella gelida sera Romano Montanari ha deciso di agire con la pistola; deve vendicarsi della vecchia storia di cinque anni fa (che gli ha sconvolto la vita) e salvare dal violento marito carabiniere l’amante Barbara Sogliani (della quale è perdutamente invaghito). Si tratta (solo) di uccidere Giulio Tarantino a casa sua. Nelle stesse ore il fascinoso commissario Daniele Ferrazza, originario di Padova trasferito per troppa onestà, va a cena in un bel ristorante sui Navigli con la compagna Laura Barbieri, ancor-woman a TELELIBERA (tv privata), madre di Michele (6 anni) avuto dal precedente matrimonio. Il mattino successivo Giulio e Barbara sono trovati morti, sul luogo del duplice omicidio arriva presto Ferrazza insieme al fido possente ispettore Alvise Ceolin, subito dopo si presentano i caramba della caserma Notari. Si pone ovviamente un conflitto di competenza. Il sostituto procuratore Conte consente anche alla polizia di continuare a indagare. Non restano sullo sfondo gli echi e le conseguenze di altri drammi: a novembre scorso il figlio 17enne della coppia assassinata era morto per overdose, anni prima in caserma era deceduto in circostanze poco chiare un tossicodipendente extra comunitario in stato di fermo, qualcuno forse continua a smerciare parte della droga variamente sequestrata. Montanari è stato inquadrato sotto l’appartamento di Montanari, ormai fa l’investigatore privato, cerca di uscirne. Si mette di mezzo anche la vicina di casa Flavia Perantoni che flirta col commissario. Non tutti sono quel che dicono di essere, spesso un poco fingiamo per passione o per lavoro. C’è il rischio di perdersi, pure di incrociare ulteriori delitti o tradimenti, e di trovare differenti punti di vista (e interessi) fino alla squallida verità ufficiale, che non cheta proprio tutti…

L’attore e critico cronista teatrale Alessandro Bastasi (Treviso, 1949) da ormai oltre quarant’anni vive e lavora a Milano, dove perlopiù ambienta anche le tante opere di narrativa, finora non seriali. Il poliziotto protagonista era quasi solo una comparsa del precedente romanzo (2017), in quanto compagno della figlia dell’anziano saggio saccente Guido Barbieri, innamorato di Laura e Michele, uomo di sinistra quasi settantenne (in parte autobiografico), a sua volta qui laterale ma significativa presenza. Non stona la forte impronta sociale sottesa alla secca narrazione in terza persona varia (a differenza dei riferimenti letterari dell’autore, Chandler e Carlotto). I frequenti flashback consentono di ripercorrere vere vicende di cronaca politicamente nera (con criminali pubblici ufficiali), non soltanto milanesi. La città sembra protagonista non proprio in quanto tale, piuttosto come ambientazione metropolitana noir (da cui il titolo). Per farsi del bene gli innamorati (pur in una fase non idilliaca, con frequenti sbalzi di umore) accompagnano la cena con un Capriano del Colle rosso riserva del 2011. La musica copre tutti i possibili gusti, Daniele ascolta e canticchia Queen e Pink Floyd, Francesco Gabbani è evocativo per Romano, il magistrato usa per riflettere l’adagio iniziale della sinfonia 39 di Mozart; e non finisce qui.



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