Nubi nere s'addensano

Nubi nere s'addensano
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Nel dicembre del 1988, un compunto signore bussa alla porta di una studentessa universitaria francese in visita in Cina. L’uomo si qualifica come Chen Ming, insegnante universitario di Storia dell’Europa in pensione. Dice di aver letto su un quotidiano un articolo nel quale la studentessa dichiarava il suo amore per la Cina, e che istintivamente l’ha scelta per affidarle le sue memorie. Chen Ming ha passato 5 anni nei laogai, i campi di lavoro nei quali venivano internati i dissidenti sotto il regime maoista, e ha vissuto sulla sua pelle le contraddizioni della società cinese e la ferocia del sistema comunista. Affascinata dalla sua storia, la studentessa, che si chiama Camille Loivier, promette a Chen Ming che farà di tutto per far pubblicare in Occidente la sua autobiografia, e - rinfrancato - l’anziano professore si mette a scrivere...
Impiega tre anni a completare il libro che ora tenete tra le mani, una testimonianza preziosa che ripercorre tutto il XX secolo cinese con i suoi drammi e le sue grandezze. Ma più delle vicende politiche cinesi, comunque descritte con vivido realismo e da un’inedita prospettiva interna, colpiscono i primi capitoli del libro, quelli dedicati all’infanzia di Chen Ming, passata in una famiglia di poverissimi contadini. Fascino e commozione si legano inestricabilmente quando Chen Ming racconta del suo fratellino di 2 anni caduto in coma e quindi dato per morto dai suoi genitori disperati e che invece viene raccolto da un’altra famiglia, che se ne impossessa, o quando racconta le serate della sua famiglia e dei vicini, passate tutti insieme seduti al buio in una stanza piccolissima ad ascoltare favole raccontate da sua madre. Un libro davvero sorprendente, che sarebbe un peccato contribuire a far passare inosservato.

 

 

 

 
 
 
 
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