Nuovi mondi

Nuovi mondi
Giovanni Boccaccio raccoglie in uno scritto di piccole dimensioni ma di grande importanza letteraria (non solo all’epoca), informazioni variegate sulle Isole Canarie, un tempo conosciute come Isole Fortunate e a lungo considerate luoghi perduti, fuori dalle mappe geografiche, in cui gli autoctoni dimostrano di avere abitudini alimentari o di vita diverse. Gianambrogio degli Eusebi scrive in una lettera indirizzata a Pietro Aretino, al quale deve una somma rilevante di ducati persi al gioco, le vicende del generale Alvar Nuñez Cabeza de Vaca, incarcerato in Sud America, luogo in cui egli finge di aver messo piede per intenerire l’animo vendicativo del suo signore, intrecciando le proprie sventure con quelle del conquistatore spagnolo. Antonio Pigafetta narra con dovizia di dettagli l’esperienza unica ed emozionante del primo viaggio compiuto intorno al mondo dalla flotta di Magellano, che proprio durante questa lunga circumnavigazione perde la vita, non prima però di essere riuscito a dimostrare finalmente la sfericità del globo terrestre (e siamo quasi trent’anni più tardi rispetto alla scoperta dell’America fatta da Cristoforo Colombo)...
Questi non sono che una piccola parte dei diversi reportage di viaggio, come li chiameremmo oggi, fatti da illustri uomini di lettere e di cultura in un arco di tempo che va dal quattordicesimo al diciassettesimo secolo qui raccolti. Quando questo tipo di letteratura rappresentava l’unico modo di conoscere quello che esisteva al di là dei confini cittadini entro i quali si viveva. Come annota giustamente Cristiano Spila, che cura questo volume con serietà e completezza dando al lettore moderno i giusti riferimenti storici o culturali per non perdere alcun particolare narrato, in queste testimonianze “si afferma la curiositas della tradizione umanistica, fatta propria dall’uomo rinascimentale” (soprattutto nel caso in questione, cioè quello del Pigafetta). Significativo quindi non è solo l’evento in sè ma anche l’occhio che lo registra, riportandolo ad un destinatario preciso o più semplicemente a diversi lettori, testimoniando un’intenzione di avvicinarsi il più possibile ad un mondo altro, fatto di individui selvaggi o paesaggi fuori dal comune. Anche se spesso ci si ritrova a meravigliarsi di fronte a terre vicine, come capita a Francesco Petrarca nel litorale ligure vicino Portofino o nella baia di Napoli. Una prospettiva originale, che aiuta a considerare lo spirito massificato, a volte freddo, spesso poco stimolante, che muove il viaggiatore di oggi.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER