NW

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Sbatte sui ripetitori dei cellulari, il sole, e di riflesso illumina anche un quartiere a nordovest di Londra. La luce irradia il (modesto, insufficiente) giardino di una casa popolare e un'amaca sopra la quale ciondola Leah: è chiaro per tutti quel che è accaduto, ma non per lei. Per sua madre è logico, infatti le ha detto: «Come fai ad essere così ingenua?» È ovvio per suo marito: «Come è possibile che non te ne sia accorta?» È palese per Natalie, la migliore amica di Leah: ora fa l'avvocato e abita nella parte ricca, vicino al parco. La sua sentenza: «Tossici e ladri del genere li vedo spesso in tribunale». Leah, invece, non aveva capito. Nemmeno sospettato. Per lei era sincera la donna di poco più di trent'anni, che ha bussato alla sua porta e le ha raccontato di voler andare all'ospedale: «Te li restituisco domani, ti porto un assegno, eh?». Poi, quella tipa era salita sul taxi e non s'era più fatta vedere. D'altronde la generosità d'animo non è mai mancata a Leah: alle superiori (si diceva “andare a Brayton”, non “frequentare”) faceva amicizia con chiunque, dai casi disperati ai ragazzi più popolari. Senza confini. Erano ancora ragazzina quando  Natalie – quella volta si chiamava Keisha –  si era tuffata nella piscina del quartiere (una pozzanghera) e le aveva salvato la vita. Natalie: un cespuglio afro in testa, origini giamaicane. Leah: rossa di capelli, mezza irlandese. Erano diventate amiche del cuore. Le conoscevano tutti da quelle parti. Le riconoscono ancora, anche se hanno fatto l'università, anche se sono laureate, a differenza di tanti altri della zona (Nathan, ad esempio: aveva mollato scuola per fare il calciatore, ma poi aveva scoperto nelle droghe la sua vera passione). E pensare che Leah aveva persino confidato a quella sconosciuta sparita con i suoi soldi di essere incinta...
Sintetizzare la trama di NW, l'ultimo romanzo di Zadie Smith, è piuttosto difficile, a tratti impossibile. NW è una mela senza torsolo: la sua buccia è la zona North-West di Londra, la stessa dove la Smith è cresciuta; la polpa sono alcuni personaggi (Leah, Keisha-Natalie, Nathan e Felix) che lì invecchiano mentre degli eventi casuali infestano i loro giorni; e il torsolo – il centro attorno a cui tutto si sviluppa – praticamente non c'è. O se c'è, è davvero la parte meno in vista del libro. Al suo posto, però, non resta uno spazio vuoto o una mancanza, ma una scrittura anticonvenzionale (stream of consciousness, didascalie da dramma teatrale, stralci di chat, parole cancellate e lasciate di proposito nel testo e slang mescolato a lingua alta) che, scardinando diverse consuetudini letterarie, dà vita a qualcosa di nuovo. Per mostrarci il quartiere, ad esempio, la Smith disorienta proprio con i metodi che servirebbero da bussola: un passo ha lo stile di un narratore onnisciente e un capitolo è occupato per intero da un percorso scritto nel linguaggio di google maps. Nonostante questo ci si perde, anche se il GPS funziona benissimo. Forse NW ha poco a che fare con un luogo concreto: è più l'itinerario nella testa e nel retaggio culturale di chi abita un determinato posto. Non è chiaro nemmeno chi sia il protagonista della storia: magari Leah, perché “parla” nelle prime pagine; probabilmente Natalie, anche se arriva quasi alla fine del libro ma svela dettagli importanti; forse Nathan, a cui tutto sembra ricollegarsi; o addirittura Felix, sebbene la sua storia sia raccontata solo per metà. L'unica cosa certa è che quello a nordovest di Londra è un quartiere meravigliosamente multiculturale e molti dei suoi abitanti hanno in comune una caratteristica: dovunque vadano si portano appresso il loro passato, le loro origini. Per scrivere NW la Smith ha impiegato sette anni e in un'intervista lo ha definito "un libro più sotterraneo e oscuro degli altri”. Sono pagine nelle quali si scava a fondo, fin nelle radici di alberi genealogici complessi e pieni di innesti (ed è impossibile non notare le somiglianze tra la vita di Natalie e quella Smith: di origine giamaicana entrambe, a un certo punto decidono tutte e due di cambiarsi il nome e dopo le scuole superiori frequentano sia l'una sia l'altra una prestigiosa Università). La parte divertente è che nonostante NW indossi una corazza così pesante e artefatta al punto da intimidire, la lettura è tutto sommato scorrevole, semplice, intrigante. Si ride anche, più di una volta. Ci voleva Zadie Smith per far notare che, in fondo, il torsolo di una mela è proprio la parte che si butta via: anche se tiene assieme l'intero frutto.

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