Offuscamento

Offuscamento

I temi legati alla privacy e al trattamento dei dati personali sono tanto comuni (come le firme che tutti apponiamo a contratti o licenze d’uso) quanto sottovalutati. E sono ancora più attuali nella contemporaneità, dominata dalla presenza sempre più indispensabile e, allo stesso tempo, ingombrante di Internet. Per ottenere una rivoluzione silenziosa, un cambiamento radicale, senza clamori, del dominio incontrastato ed incontrastabile dei dati di ognuno di noi, le tecniche di offuscamento dei dati sensibili sono molteplici. Il semplice installare un’innocua app nel proprio smartphone, ovvero utilizzare gli onnipresenti social network implica, infatti ‒ tanto più se in forma gratuita ‒, la volontaria cessione dei nostri dati privati a colossi della raccolta di informazioni, che li combinano e processano assieme ad un numero sterminato di altri dati similari (i cosiddetti big data), per venderli, calcolare predittivamente i nostri consumi, gusti, orientamenti politici e personali e per calibrare campagne pubblicitarie mirate. Sempre che non li utilizzino, specie negli scenari più foschi e apocalittici, per spiare l’ignara popolazione. Le metodologie di offuscamento non sono, tuttavia, legate unicamente all’informatica (tipo WikiLeaks). Può capitare, ad esempio, che attualizzino tecniche belliche messe in atto per ingannare i radar durante la Seconda guerra mondiale; che adattino prassi mimetiche studiate nel regno animale; o che clonino le strategie operative delle organizzazioni terroristiche o sistemi di condivisione avanzati…

“L’obiettivo di questo libro è far scoppiare una rivoluzione”: questo il non rassicurante incipit del complesso ed illuminante saggio di Finn Brunton ed Helen Nissenbaum, che affronta, con rigore scientifico, temi tanto attuali quanto superficialmente trattati, per non dire negletti, del nostro quotidiano. Quali opzioni difensive abbiamo rispetto alle incontrollabili forme di controllo totale delle nostre vite? Apparentemente solo due: distaccarsi dalla rete Internet ed isolarsi nel mondo, evitando il più possibile quei mezzi che agevolano e allietano la vita di ciascuno di noi ‒ dalla carta di credito alla pay tv, ma anche, più banalmente, le tessere fedeltà dei supermercati ‒, oppure offuscare, dissimulare, contaminare i dati reali con altri appositamente creati per confondere i sistemi di profilazione basati anche sul nostro inevitabile, ma non consapevole, consenso. L’opera ha l’indubbio pregio di divulgare temi ostici per i non addetti ai lavori, oltre a quello di porre sotto la lente d’ingrandimento le questione se sia moralmente lecito inquinare i dati che si producono per utilizzare, spesso in forma gratuita, software e servizi di cui volontariamente decidiamo di usufruire (i social network, in primis). Offuscamento è un libro da leggere per avere una consapevolezza effettiva della situazione e dei possibili rimedi, senza indulgere in scenari alla Skynet di Terminator o scadere, pur essendo vicina, nell’approvazione preconcetta di forme di attivismo e resistenza praticate dai gruppi di Anonymous.



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