Oggetto d’amore

Oggetto d’amore
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Mary ha appena inforcato la sua vecchia bicicletta: è stata invitata dalla signora Rodgers, proprietaria del “Commercial Hotel”, proprio quella mattina. Ha solo avuto il tempo di cercare, tra il disappunto di sua madre, il suo vestito migliore ancora incredula per l’invito ricevuto. Sua madre la mette in guardia più volte: quella è gente ricca, che non conosce la parola lavoro, che non si sveglia all’alba per la mungitura e non coltiva i campi. Non v’è nulla di buono in loro. Eppure Mary sente nascere la speranza: e se durante la festa trovasse finalmente un uomo? Se fosse giunto il suo momento? Arrivata al Commercial Hotel si sente inappropriata. Sono tutte molto meglio vestite di lei. Ma ecco la signora Rodgers che le viene incontro: ora la metterà a proprio agio, pensa Mary. Invece no. La signora l’aspetta perché lavori per lei, perché faccia da cameriera per tutta la serata. Mary non appartiene a quel mondo, non ne farà mai parte… Conoscere le due signore Connor è il sogno degli abitanti di tutto il paese. Le due giovani, Amy e Lucy, passeggiano per la cittadina irlandese e non si fermano mai a parlare con nessuno. La differenza sociale è netta nell’Irlanda del primo Novecento. Le due signorine fanno una vita ritirata e nella loro famiglia sono invitati solo pochissime persone che arrivano direttamente da Limerick. Un giorno ecco apparire un uomo molto affascinante. Tutti vociferano che sia il promesso sposo della signorina Amy. I due fanno invidia a tutte le ragazze del paese. Sarà il matrimonio dell’anno. Peccato che poi, con tutti gli inviti già mandati, il matrimonio non sarà mai celebrato…

Oggetto d’amore è un volume che raccoglie diciassette racconti già editi anche in Italia ma pubblicati da Einaudi con una nuova traduzione. L’autrice, Edna O’Brien, è una delle scrittrici irlandesi più famose del mondo. È stata una delle protagoniste della vita dissoluta della Swinging London degli anni Sessanta; ha scandalizzato molti lettori britannici con il suo stile asciutto e con il suo anticonformismo estremo. Ha lasciato giovanissima la sua Irlanda per sposarsi e vivere a Londra. Separatasi, ha avuto moltissime relazioni sentimentali, tra cui quella con il famoso attore Richard Burton. Nei suoi racconti la O’Brien non dimentica mai le sue radici, la sua cattolicissima Irlanda, quel provincialismo contro cui si sforza di combattere ogni giorno. Racconti brevissimi che tratteggiano lo squallore della vita rurale, la povertà, il perbenismo cattolico e la doppia morale applicata dalla gente comune: in pochissime parole l’Irlanda del pre boom economico. Ma c’è anche tutta la consapevolezza di quanto fragili e delicati siano i rapporti umani, le relazioni sentimentali: le protagoniste sono assetate di vita, d’amore, vogliono ardentemente lasciarsi alle spalle la miseria umana da cui vengono. Eppure tutte saranno deluse, in un modo o in un altro, dalla loro “nuova” vita, tutte saranno amaramente destinate ad essere infelici. Non c’è redenzione possibile per Edna O’Brien. Eppure bisogna osare, bisogna vivere, bisogna imparare a farsi tanto male e a portare con dignità le proprie ferite, con orgoglio e con caparbietà, senza arrendersi e senza mai lasciare che i giudizi dei più possano influenzare la nostra vita.

 

 

 

 
 
 
 

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