Ogni cosa è importante!

Ogni cosa è importante!
John “Junior” Thibodeau già nel pancione della mamma viene contattato da misteriose voci che gli descrivono la situazione familiare che lo aspetta e gli rivelano che 36 anni, 168 giorni, 14 ore e 23 secondi nel futuro - quindi il 15 giugno 2010 alle 15.44 - la Terra verrà sventrata da un gigantesco meteorite che spazzerà via la civiltà umana. Naturale quindi che Junior - la quarta persona più intelligente della storia, come lo hanno definito le voci - sia un bambino un filino partricolare. Siamo nel 1974: suo padre John, un taciturno fornaio con la sigaretta perennemente tra le labbra, ha perso due dita in Vietnam per mano di una prostituta infuriata e quindi ha dovuto rinunciare al suo sogno di giocare a baseball; sua madre Debbie è stata violentata da suo padre quando era bambina e cerca l'oblio nell'alcol; suo fratello maggiore Rodney inizia a drogarsi alle elementari e subisce un danno cerebrale che quasi lo uccide e lo trasforma in un ritardato dotato però di un talento cristallino per il baseball. Junior cresce nell'America degli anni '80: un ragazzino geniale, che fa strani discorsi sull'Armageddon, perennemente imbronciato e pensieroso, ma pur sempre un ragazzino. E quindi non è certo immune all'amore. La prima cotta per una coetanea è anche quella che segnerà la sua vita: Amy Benoit è una ragazzina laconica, con i capelli ricci e l'apparecchio ai denti. Dopo aver scoperto l'amore e il sesso, Junior scopre anche il sapore salato del dubbio: cosa fare, rivelare o meno ad Amy quella questioncina sulla fine del mondo? La scelta che fa Junior purtroppo si rivela quella meno saggia...
Tutti sappiamo che un giorno moriremo. Ma rifletteteci per un attimo: viviamo come se davvero ne fossimo consapevoli? Quanto tempo, quante energie, quante occasioni sprechiamo ogni giorno senza sapere se sarà l'ultimo? Se ci approcciassimo alla nostra esistenza con il piglio organizzativo (e l'ansia, ovvio) che riserviamo di solito a un periodo breve e definito, otterremmo 'risultati esistenziali' migliori o ci agiteremmo inutilmente? Come vivremmo le relazioni con gli altri? Le gusteremmo come un vino prezioso o le trangugeremmo d'un fiato? E il nostro rapporto con la morte - che l'uomo contemporaneo tende a esorcizzare con un gigantesco processo di rimozione - come si modificherebbe? Sono queste le domande - roba seria, mica cazzate - che ci vuole porre il romanzo d'esordio di Ron Currie jr, ennesimo esempio di come la science-fiction sia uno dei generi letterari più capaci di toccare corde profonde e una continua miniera di talenti, con buona pace della critica letteraria (soprattutto italiana) che predica ostracismi ignobili verso la narrativa di genere. La scansione a 'conto alla rovescia' dei paragrafi (si parte da 97 e si arriva a 1 seguendo tutti i 36 anni di vita del protagonista, ma non mancano le digressioni e i capitoli privi di numerazione) e la metanarrazione (ci sono momenti - soprattutto all'inizio - in cui le misteriose voci dialogano con Junior anticipandogli gli eventi e persino facendogli scegliere che vita vivere, come nell'ultima, emozionante parte del romanzo) potrebbero far pensare a un eccessivo cerebralismo di Ogni cosa è importante! ma l'autore riesce a mantenere una leggerezza nello stile e una tenerezza nella descrizione dei personaggi (la figura del padre di Junior, silenzioso stakanovista reduce del Vietnam costretto ad affrontare un cancro ai polmoni è memorabile) che gli permettono di non cadere mai nella trappola della freddezza. Un creativo, tellurico mix tra "Deep impact" e Fiori per Algernon.

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