Ogni giorno è per il ladro

Ogni giorno è per il ladro
“La corruzione è illegale: non date né accettate mazzette”. Eppure, nel tragitto dall’aeroporto a casa dello zio Folake, gli episodi di anomale elargizioni di denaro si sprecano. Ma qui è normale. È normale che il tram sia obsoleto e fatiscente, è normale che gli aeromobili siano vecchi di vent’anni. I soldi per le manutenzioni se li sarà mangiati qualche funzionario. Poi, se pure si schianta un mezzo e muore qualcuno, nessuno se ne preoccupa. Il museo nazionale tradisce la sua missione di archivio storico, rievocando con bonaria accondiscendenza i governi, più o meno democratici, succedutisi in Nigeria. Possibile che nessuno ricordi il dramma della tratta degli schiavi? A Lagos non si parla di cose brutte, va sempre tutto bene. Sarà per questo che lui manca da 15 anni? Che dovrebbe rientrare a fare, laureato in medicina negli States, a guadagnare 500 dollari al mese? A cercare di far del bene come la zia, che sovvenziona l’apertura di una scuola e viene tiranneggiata dai teppistelli locali?
Straordinaria Africa. Il nome di un continente che abbraccia infiniti diversi mondi. Nigeria. Dove si trova? Che succede lì? Lagos. Una città che cambia. Oppressione: in un’ora si possono contare anche tre episodi di corruzione o, comunque, di uso “creativo” del denaro. Ungere gli ingranaggi di qualsiasi processo è l’unico modo per far funzionare le cose. Del resto, c’è una ragione per cui, da certi posti, si scappa. Disperazione: anche i buoni, semplicemente, si adeguano al sistema imposto dai cattivi. Insofferenza: “una maschera di rabbia” diventa, a un certo momento, il protagonista, ormai incapace di sopportare l’umiliazione della privazione del buon senso, della legalità, del diritto. Liberazione: incapace di accettare, troppo solo per cambiare le cose, trova di nuovo la via dell’esilio, unica libertà, unica vita possibile. Un romanzo doloroso e crudele senza mai essere (troppo) cruento, in cui la violenza quotidiana, fisica e morale, è filtrata dagli occhi dell’intelligenza e, in qualche modo, della rassegnazione.

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