Ogni istante di me e di te

Ogni istante di me e di te
Léon Le Galle, chimico scientifico della Police judiciaire, giace in una bara a Notre-Dame. Intorno a lui la famiglia, composta da veri Le Galle, con la testa piatta e la passione per la ciarpameria da mercatino delle pulci. Nel silenzio funebre si fa largo un'estranea: l'altra donna, quella strappatagli dall'irruenza del primo conflitto mondiale nelle tranquille vite di adolescenti responsabilizzati dall'economia nazionale di guerra. Il sorriso beffardo di Louise Javier fornisce la certezza della sua identità. Tra lo stupore dei pronipoti si apre il racconto: niente è stato taciuto dall'uomo o dalla moglie Yvonne alla famiglia sulla storia dei due amanti divisi dalle due guerre e uniti da amore durevole e resistente alle avversità e al tempo. Da un lato Léon e Louise, separati da un'esplosione alla fine del primo conflitto mondiale in Normandia, riuniti per caso in una metropolitana parigina, il cercarsi e negarsi, il ricordo costante del vissuto comune e la realtà familiare dell'uomo a separare per sempre due anime legate; dall'altro l'occupazione tedesca, il responsabile Léon e la capricciosa ma protettiva Yvonne con i loro cinque figli, frutto di un amore sopito, ma mai del tutto estinto…
Una scrittura incantevole ed elegante, quella di Alex Capus in Ogni istante di me e di te. Il titolo può forse trarre in inganno dando l'idea di una stucchevole storia d'amore, ma, pur gravitando intorno a una vicenda amorosa, il racconto è in realtà vibrante, ricco e variegato. Esso si apre con una famiglia raccolta dinanzi alla morte del patriarca. Il narratore, nipote del defunto, presentata la tribù dei Le Galle: uno stuolo di uomini tra i quali predominano le poche figure femminili, forti e determinate. L'immobilità della scena è interrotta dall'ingresso di un personaggio estraneo alla dinastia: l'indipendente e fiero primo grande amore del compianto, secondo vertice del triangolo amoroso con la consorte Yvonne. A differenza dell'originale Léon und Louise, il titolo italiano può riferirsi non solo agli amanti, ma anche ai coniugi: «Era importante solo come stavano nei fatti le cose. Niente di più semplice», si dice la camaleontica Yvonne, quando la gelosia per l'altra l'assale, ricordando a se stessa che lei e il marito hanno vissuto insieme la maggior parte delle loro esistenze. Léon, dal canto suo, s'è abituato a vivere con due donne: una al suo fianco, l'altra nella sua mente. Louise, invece, vive pienamente la sua indipendenza, legata a doppio filo al suo unico e vero amore. Le tragedie della guerra entrano di soppiatto, ma con dirompente forza distruttiva, nel racconto della vita spensierata dei due giovani amanti, sulle coste della Normandia: lo fa con i relitti che il giovane raccoglie dal mare, con l'identità acquisita dalla piccola Louise di angelo della morte, con la bomba aerea che separa le loro vite per dieci anni; la ritroviamo a Parigi, quando la normalità è interrotta dall'occupazione nazista: un soldato in mimetica non kaki, ma grigia, fuori dalla finestra, che mangia mele, mentre in città c'è soltanto pane di segatura. Il male diviene il datore di lavoro con una squisita gentilezza nei rapporti personali. Qui si erge l'eroismo degli ordinari: il rifiuto del caffè di qualità offerto dai tedeschi, il sabotaggio della copia di schede rovinate dall'acqua. «È la disobbedienza che distingue le persone eccezionali da quelle comuni, non crede anche lei?», dice il generale delle SS. «Però purtroppo noi due non viviamo nella storia, ma qui e ora, e ciò che magari diventerà storicamente significativo, disgraziatamente al presente sembra per lo più piuttosto banale». Emblematico l'episodio del chimico davanti a Hitler: con una pistola e una buona mira libererebbe l'umanità, ma non possiede nessuna delle due. Una lettura da gustare e interessanti riflessioni offerte in modo originale su un argomento abbondantemente affrontato come quello della guerra.

 

 

 

 
 
 
 
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