Ok? Nuove letture facoltative

Ok? Nuove letture facoltative
Un libro francese sulla vita di Salvador Dalì apre la riflessione sugli atteggiamenti bizzarri che si hanno nell’adolescenza e che poi col tempo, inevitabilmente, tendono a conformarsi alla morale comune. Un libro sulle dinastie del mondo, che in realtà annoia subito la nostra letterata, ci regala una visione della Storia più umana, in cui agli onori e al trionfo effimero si preferisce la vita stessa. L’ipotesi è questa: se la maggior parte degli imperatori romani, soprattutto quelli proclamati dai legionari, lontano dai confini dell’Impero, veniva puntualmente uccisa appena qualcuno di loro metteva piede in patria, perché nessuno ha mai pensato di svignarsela nella notte e abbandonarsi alla semplice attività di pescatore? Se non altro, aggiunge l’autrice con sogghigno, ci sarebbero state più probabilità che la barba di quei pochi impavidi, che avevano cara la vita, si sarebbe incanutita e che questi se la sarebbero goduta all’idea che al nuovo eletto, più amante del vanto, probabilmente la barba non avrebbe nemmeno avuto il tempo di ingrigirsi un po’. La biografia di Kobiela, un famoso attore comico polacco, offre il pretesto per un dibattito sulle condizioni di vita a cui i cittadini della Repubblica Popolare di Polonia, fra richieste senza esito per ottenere una casa popolare e iter burocratici senza fine, sono costretti a seguire a volte senza alcuna speranza. Vi ricorda qualcosa? La recensione del libro Temi e modelli, che si dimostra essere un bignami di Letteratura per gli studenti delle scuole superiori, evidenzia il problema della freddezza con la quale a scuola (e in questa critica noi non possiamo sentirci esclusi) si affronti la Letteratura. Già, ammette l’autrice, costringere un giovane a leggere un libro elimina definitivamente ogni possibilità che vi si provi qualche piacere, ma forzare l’analisi di un testo in uno schema che si rivela essere l’arma di distruzione definitiva di ogni sensibilizzazione verso la materia, è a dir poco assurdo. I frettolosi questionari che producono risposte laconiche corrono il rischio di spingere alla sintesi e ridurre La Peste di Camus a “una storia che parla dei problemi del servizio sanitario durante un’epidemia”. Il saggio che dà il titolo al libro è una critica verso un certo tipo di visione, ma sarebbe meglio definirla “reclàme”, che vuole far credere a ognuno, mediocri compresi, di essere in grado di poter fare tutto. Si tratta della recensione di un manuale dal titolo “L’arte di scrivere” che ha come sottotitolo “i segreti della tecnica scrittoria...”, si badi bene: “tecnica scrittoria” e non “tecnica della scrittura”. La cosa esilarante è che all’interno di questo manuale, che fa il paio con altri del genere “come diventare giovane, abile e ricco”, si trovano dei consigli spesso in netto contrasto fra loro così che, suppone la Szymborska, al termine della lettura un aspirante scrittore abbandoni definitivamente la passione in cerca di un bravo psichiatra...
L’autrice, dal nome impronunciabile, è polacca e nel 1996 ha vinto il Nobel per la Letteratura. Dal 1993 pubblica le sue recensioni sul supplemento letterario di uno dei maggiori quotidiani polacchi: la Gazeta Wyborcza. Le Nuove letture facoltative sono le sue pubblicazioni dal 1997 al 2002 e più che recensioni si tratta di piccoli saggi. È probabile che la maggior parte dei libri di cui parla non siano mai usciti in Italia, alcuni perché decisamente troppo di nicchia e altri per mia semplice supposizione, non avendone mai sentito parlare. Ma la cosa sorprendente è che non è per nulla importante aver letto il testo che viene recensito, perché in realtà quello è solo lo spunto, il pretesto per parlare ogni volta di qualcosa di diverso che riguarda tutti: la società, il modo di vivere, la deriva di alcune scelte culturali. Solo un favore: se regalate questo libro a qualcuno che non conosce l’autrice, chiedetegli come se la immagina durante la lettura. Scommetto che nessuno arriverà a pensare che dietro una prosa così scorrevole e ironica vi sia una signora del 1923.

 

 

 

 
 
 
 
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