Oltre gli occhi

Oltre gli occhi
Mattia sta aspettando di nuovo la donna all’alba di un nuovo giorno di pesca, meditazione e isolamento. Il terribile dramma di cui è stato protagonista e gli ha fatto perdere in solo colpo moglie e figlia lo ha devastato e lo ha indotto a questa vita solitaria, in una piccola oasi dimenticata dal mondo, trovata per puro caso e abbastanza selvatica e accidentata da essere ignorata dagli uomini. Però da qualche tempo una misteriosa donna si aggira in mare nei pressi delle rive della piccola insenatura. Prima Mattia ha reagito con rabbia e distacco, ora invece comincia ad avvertire un’insolita curiosità: un sentimento di cui si era completamente dimenticato in questo esilio dolorante e doloroso, nel quale col tempo ha dovuto e voluto accompagnarsi solo con la natura e le sue creature non sempre pacifiche, ascoltando solo il silenzioso discorso del mare…
Romanzo di formazione, anche se il protagonista è già formato anzi forgiato dal terribile fuoco delle avversità. La disperazione è normale, quello che cambia è la reazione alla distruzione di tutto quello che avevi. L'esilio dalla vita, persino troppo marcato e metaforico, dà però un'idea di come fare scelte estreme di fronte a crudeli dolori, non sempre comporta inabissarsi nel meandro paludoso ed insidioso del nulla. Il quarto romanzo di Mancini ci propone un narratore che ci vuole raccontare non solo come affrontare la vita ma anche come cercare di scappare alla morte, se non fisica almeno emotiva. Lo stile, seppure sempre più affinato, riecheggia i passati romanzi, la struttura è sempre uno sviluppo su un unico piano ed un unico punto di vista, ma i temi si fanno forti e profondi, la volontà di vita e di vivere emerge con forza dalle pagine e lascia un messaggio che andrebbe stampato a lettere cubitali anche sui muri. Amarsi - amare - è una catarsi travolgente.

Leggi l'intervista a Marco Proietti Mancini

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER