Oltre il cielo

Oltre il cielo

È il 18 luglio 1989 e i tre astronauti Neil Armstrong, Edwin Aldrin e Mike Collins sono presenti al Memorial dedicato all’allunaggio del 20 luglio 1969. Al salone dell’aeronautica e dello spazio a Parigi-Le Bourget la curiosità verso coloro che hanno portato il modulo Lem Aquila sul Mare della Tranquillità è tanta. Armstrong, originario dell’Ohio è schivo e freddo, non ama la mondanità, Si mostra schietto e concreto, orgoglioso per ciò che l’impresa ha rappresentato per il genere umano, non per sé stesso. Edwin “Buzz” Aldrin in seguito al viaggio ha faticato a riadattarsi alla vita quotidiana e ha ceduto alla depressione e all’alcolismo, difficoltà di cui parla nel suo libro Men from Earth. Il programma lunare ha rappresentato una sfida a livello concettuale e pratico e “un passo avanti nelle conoscenze scientifiche e tecnologiche”. La Guerra Fredda uno slancio alla missione, ma quella in Vietnam un freno a causa delle sue conseguenze. Mike Collins, l’unico a non sbarcare dal modulo, auspica l’esplorazione di Marte e la realizzazione di una colonia, ha dedicato la sua vita alla scrittura diventando un romanziere di professione. Charles “Pete” Conrad è stato il terzo uomo a mettere piede sulla Luna – impegnato negli anni successivi nello sviluppo del razzo Delta Clipper, fino al 1995. Partito da Cape Canaveral sul Saturn V il 14 novembre 1969, lui e il collega Alan Bean sono scesi dal modulo Intrepid per esplorare il satellite. Il 21 maggio 2009 a Rovereto si è svolta la mostra dedicata ai quarant’anni dall’allunaggio. Ospite d’onore è Charlie Duke, l’astronauta che ha interagito da terra con Armostrong. A Duke toccherà tre anni dopo mettere piede sulla Luna a bordo del modulo Caspar, con quella che è la più veloce delle discese in tutte le sei missioni. Oggi la “gara” verso il cosmo non annovera più solo America e Russia, ma Cina e India hanno messo in campo la loro tecnologia per eguagliare, se non superare, i traguardi del passato. I sogni americani di nuove missioni spaziali vengono congelati durante l’amministrazione Obama, che blocca il progetto Constellation. Troppo grande la crisi finanziaria per proseguire in tali investimenti. L’ultima missione, quella dell’Apollo 17, ha visto al comando Eugene Cernan: “Ancora adesso se qualcuno mi chiedesse che cosa vorrei, proponendomi cose diverse, come ridiventare bambino o essere più giovane, io risponderei che preferirei tornare sulla Luna”. Le parole di un uomo che ritiene quei giorni il “momento più elevato” della sua vita…

Il 20 luglio 2019 cade il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio. Ci si prepara a celebrare i passi di Armstrong e Edwin, che sbarcarono dall’Apollo 11 concretizzando il sogno di tanti. La Nasa ha restaurato la Sala di Controllo originale per l’occasione. Al cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, tre astronauti si preparano al lancio sulla navicella russa Soyuz per raggiungere l’ISS (la Stazione Spaziale Internazionale): Alexander Skvortsor (Roscosmos), Andrew Morgan (Nasa) e Luca Parmitano (Esa), coordinatore della missione “Beyond”. Come si è giunti a simili traguardi? A spiccare il volo oltre l’atmosfera terrestre e camminare tra le stelle? Il saggio Oltre il cielo, scritto da Giovanni Caprara, giornalista scientifico del “Corriere della Sera” e autore di saggistica, lo spiega proponendo una significativa serie di interviste raccolte nel corso degli anni e integrate di recente. Attraverso le parole degli addetti ai lavori – ingegneri, fisici, astronauti – è possibile seguire l’impegnativo percorso dell’uomo nel XX secolo fino ai giorni nostri. Un percorso che mescola ambizione e progresso. Scelte politiche, economiche e di prestigio. Con uno sviluppo tecnologico che permette la costruzione di sonde, rover e robot sempre più piccoli e funzionali. È il 14 ottobre 1947 quando Chuck Yeager infrange il muro del suono e regala la certezza della velocità supersonica. Nel 1957 l’URSS lancia lo Sputnik e nel 1961 Jurij Gagarin è il primo uomo a volare nello spazio, a bordo del Vostok 1. L’Apollo 11 raggiunge la Luna nel 1969 a cui seguono altri allunaggi di successo. Questi sono gli anni in cui tutto sembra possibile e si parla di colonie sulla Luna, viaggi verso Marte, miniere d’estrazione negli asteroidi. Il futuro è sulla punta delle dita. Le tragedie del Challenger nel 1986 e del Columbia nel 2003 hanno attivato le polemiche, ma è con il Presidente Barack Obana che la Nasa vede tagliati i fondi per il programma spaziale, almeno fino alla presidenza Trump. La conquista dello spazio è percepita come una necessità e Stephen Hawking non ha mai nascosto il suo timore per l’esaurimento delle risorse sulla Terra. La collaborazione è fondamentale, come dimostrano le scoperte e i progressi ottenuti grazie alla coesistenza sull’ISS. Gli obiettivi sono ambiziosi e richiedono una tecnologia sempre più ingegnosa. Inoltre grazie ai social e alla divulgazione scientifica accessibile a tutti, oggi è più facile appassionare il pubblico, in particolare i giovani. Indimenticabili per tanti le interazioni tramite i social di Samantha Cristoforetti e Paolo Nespoli. Insomma, come disse Hermann Oberth, citato nel testo da Caprara (a proposito, per il suo lavoro in ambito scientifico al giornalista è stato intitolato un asteroide in orbita tra Marte e Giove): “Nulla è impossibile a questo mondo; basta scoprire i mezzi con i quali lo si possa realizzare”. La Luna, in fondo, è solo un passo in più, uno dei tanti.



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