Oltre il respiro – Massimo Troisi, mio fratello

Oltre il respiro – Massimo Troisi, mio fratello
Massimo Troisi è un attore indimenticabile, indimenticato, unanimemente osannato e celebrato ma sul quale non è stato scritto così tanto. Chissà perché, poi. La sorella del protagonista de “Il Postino” di Michael Radford, a undici anni dalla sua morte, apre lo scrigno dei ricordi (o meglio, apre il suo cuore) per condividerli con quanti non potranno mai scordare l'attore prematuramente scomparso per un grave problema cardiaco che lo minava sin dall'infanzia…
Quello di Rosaria Troisi e Lilly Ippoliti è più di un libro su Massimo Troisi. Molto di più. Vuoi per la struttura del volume, vuoi per la confezione impeccabile o per il fascicolo “a sorpresa” che è contenuto nel cofanetto, Oltre il respiro – Massimo Troisi, mio fratello è di quei libri che rimangono, in ogni accezione possibile. Ma andiamo con ordine. La fatica editoriale delle autrici è divisa sostanzialmente in due parti: nella prima la sorella dell'attore mette a nudo tutto quello che si ricorda di Massimo, con l'affetto, l'amore, la tenerezza che può appartenere ad una persona che l'ha amato e che le è stata vicino in ogni istante della sua vita. Scritto come fosse una sorta di diario, ripercorre vita e carriera del mattatore napoletano con la leggerezza e l'afflato che compete ad un'opera del genere: senza mai esagerare nel melodramma, Rosaria scrive però come se avesse perennemente le lacrime agli occhi (di gioia, di rabbia, o per la malinconia di ricordare qualcosa ormai passato), coinvolgendo il lettore in un clima intimo e familiare. Insomma, decisamente lontano dal concetto classico di libro biografico ci si possa immaginare. Lilly Ippoliti mette invece nero su bianco un racconto in cui Massimo Troisi è l'incarnazione del Piccolo Principe, in un viaggio decisamente originale ed inedito. Questo già basterebbe. Ma il libro è molto altro: una selezione invidiabile di bellissime foto (bianco e nero e colori) dal set e dagli “album di famiglia”, un formato decisamente grande, importante e prezioso, un cofanetto a racchiudere il tutto e soprattutto una raccolta di tavole di Rancho, in cui l'artista si confronta con l'attore disegnando ispirato dalle foto di scena dei suoi film. Chiamatelo omaggio, ricordo, o con qualsiasi altro nome, ma il lavoro dei tipi della Iacobelli rende certamente merito al genio di Massimo Troisi.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER