Oltre il terrorismo

Oltre il terrorismo

Cosa si intende per terrorismo? E cosa di può fare per combatterlo? Due interrogativi importanti e interdipendenti, perché solo conoscendo nel dettaglio il proprio nemico si possono adottare le contromisure necessarie per fronteggiarlo. La fase storica attuale, infatti, è caratterizzata da una diffusione capillare del fenomeno, che si estrinseca in manifestazioni violente a sfondo etnico, ideologico e religioso. Sebbene il terrorismo sia un fenomeno di cui abbiamo preso conoscenza solo nel XX secolo, è altrettanto vero che ci si è trovati ad affrontare forme più o meno evolute di guerriglia sin dall’Età Coloniale. In realtà è proprio dalla fine di quell’era, con una ripartizione a tavolino dei nuovi stati liberati dal giogo europeo che i primi semi del terrorismo sono stati piantati. Il conflitto arabo-israeliano e le guerre in Libano hanno dato il via a questo tipo di azioni, ma è con il terrorismo radicale di matrice wahabita con cui termini quali jihad e terrorismo globale sono divenuti di grande attualità, minacciando tanto la maggioranza del mondo musulmano quanto il cosiddetto mondo occidentale…

Mario Mori non necessita certo di presentazioni: Generale dei Carabinieri, comandante dei ROS e Direttore del SISDE negli anni più bui del secondo Dopoguerra. In quest’opera l’autore, forte del buon successo riscosso da Servizi Segreti, piacevole excursus storico su una delle professioni più antiche e intriganti del mondo, si occupa a tutto tondo di terrorismo. Il terrorismo, minaccia non convenzionale per eccellenza, ha radici profonde e sarebbe un errore pensare che Al-Qaeda e Daesh siano soggetti piombati casualmente sullo scacchiere internazionale. Con il solito stile didascalico e divulgativo, Mori privilegia per tre quarti di libro la componente storica del passato prossimo dei fenomeni terroristici, dividendolo in aree geografiche e fornendo opportune short bio di personaggi che direttamente o indirettamente, hanno perpetrato o ispirato attentati che hanno insanguinato soprattutto l’area mediorientale, autentica polveriera costantemente sul punto di esplodere. Nell’ultimo quarto di libro, l’autore fornisce alcune indicazioni per prevenire e contrastare il terrorismo internazionale, facendo particolare attenzione a identificare quali siano le componenti principali di quell’Islam violento che, fortunatamente, è tutt’altro che maggioritario. Se si può trovare una pecca a un lavoro complessivamente buono e ben confezionato, è il gran numero di elenchi puntati che occupano molte pagine senza di fatto aggiungere nulla a quanto raccontato. Per chi scrive, sarebbe stato decisamente più interessante aggiungere più pagine relative al contrasto della minaccia e eliminarne magari qualcuna relativa ai “numeri” del terrorismo, ma ciò non toglie nulla a un’opera consigliata non solo ai neofiti, ma anche ai tanti sedicenti esperti che popolano le pagine della carta stampata e i canali di informazione.



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