Oltre la vendetta – Il cinema di Park Chan-wook

Oltre la vendetta – Il cinema di Park Chan-wook
Park Chan-wook nasce nel 1963 a Seul, capitale della Corea del Sud, ed entra nel mondo del cinema dalla porta di servizio: scrive infatti saggi e recensioni in veste di critico, risorsa di cui usufruirà nei momenti più aridi della sua carriera di cineasta. Carriera che, pur con alti e bassi nonché mutamenti di genere, costituisce un percorso artistico e personale estremamente coerente e di profonda volontà politica…
Non è certamente impresa facile per un saggio che tratta di cinema coniugare l'intento didattico con la trasparenza, e il conseguente contagio, della passione. Ma proprio questo è il caso di Oltre la vendetta – Il cinema di Park Chan-wook, esordio di Michelangelo Pasini, critico cinematografico da anni impegnato nell'organizzazione di eventi culturali, nonché vicedirettore di BILLY – Rivista Cinematografica Romagnola. L'autore traccia con la sicurezza di un fine conoscitore del cinema orientale le linee guida per avvicinarsi all'opera e all'affascinante figura di Park Chan-wook: sbrigativamente associato al tema della vendetta, soprattutto se efferata, questo regista si è reso noto al pubblico italiano attraverso “Sympathy for Mr. Vengeance”, “Oldboy” e “Sympathy for Lady Vengeance” (grazie anche alla consueta formula magica “Quentin Tarantino presenta”); eppure la violenza spesso feroce messa in scena da questo regista, peraltro di rado visivamente esplicita, costituisce, soprattutto nella filmografia degli ultimi anni, un mezzo di redenzione di fronte alla disfunzionalità della società, della famiglia, e dunque dell'identità personale. Pasini ci introduce nel mondo di Park Chan-wook attraverso un attento percorso storico-sociale, indispensabile alla comprensione dello sviluppo dell'industria cinematografica e delle relative dinamiche culturali: storia e cultura che costituiscono l'humus in cui le idee e le fantasie di profondo valore etico di Park prendono vita. Un'esaustiva e trascinante analisi delle pellicole ci restituisce intatta e finalmente libera da pregiudizi un'opera cinematografica dotata di infinite sfumature: un vero e proprio viaggio nei generi, che Park (e noi con questo libro) intraprende compiendo scelte registiche volutamente ambigue e costringendo dunque lo spettatore a prendere posizione o, al contrario, a giungere ad una meta prestabilita. Da non dimenticare che questa pubblicazione si avvale della prefazione di Darcy Paquet, storico di cinema coreano (suo è il bellissimo sito Koreanfilm.org) e selezionatore per il Far East Film Festival di Udine. Una preziosa occasione per ampliare le proprie conoscenze.

 

 

 

 
 
 
 
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