Oltretorrente

Oltretorrente

Parma, 25 agosto 1972. Mario Lupo, un giovane operaio di vent’anni, militante di Lotta Continua, viene pugnalato al cuore da un gruppo di neofascisti. L’omicidio segna il culmine di una lunga serie di provocazioni e violenze iniziate l’anno precedente con il pestaggio di tre operai da parte di alcuni attivisti dell’MSI. La morte di Mario scatena la dura reazione da parte degli antifascisti, che devastano la sede del Movimento Sociale Italiano e il 28 agosto, giorno dei funerali, il corteo è un mare di bandiere rosse. La sera, in un’osteria dell'Oltretorrente, quartiere popolare di Parma, un gruppo di giovani che ha partecipato alle esequie si ritrova attorno a un tavolo, mentre un vecchio “ardito”, un miliziano degli Arditi del Popolo, racconta di come, esattamente cinquant’anni prima, gli abitanti di Parma resistettero all’assalto delle squadre fasciste di Italo Balbo proprio in quello stesso quartiere…

Oltretorrente è il nome di un antico quartiere popolare di Parma nato dall’insediamento di migranti e contadini arrivati dalle campagne per sfuggire alla fame e alle malattie. Il romanzo di Pino Cacucci è il dettaglio di una memoria storica e politica degli anni complessi e agitati che precedettero l’entrata in guerra dell’Italia, a volte però eccessivamente enfatizzata dallo stile narrativo che a tratti risulta un filino pesante. È evidente però la passione che l’autore mette nel raccontare il cuore e l’anima di Parma, che sono il frutto di un miscuglio di genti diverse, provenienti da varie zone dell’entroterra emiliano e della lunigiana. Ed è proprio dal cuore della città che nel 1922 partì una generosa resistenza al fascismo, non ancora diventato dittatura ma dalla prepotenza evidente e dichiarata.



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