Ombrello

Ombrello
Un posto buio, lontano dal tempo moderno di una società che evolve. Zack Busner è uno psichiatra che arriva in un manicomio alla periferia di Londra in piena era post-sessantotto. È qui che conosce Audrey Death, in quella desolante realtà, in quel “luogo non luogo” sinistro e malefico. La donna soffre di una forma di encefalite letargica, ha più di ottant’anni e vive in quelle mura da oltre cinquant’anni, rinchiusa in un altro tempo, in un altro mondo. Ma grazie alla somministrazione di un farmaco sperimentale, l’uomo, che affronta la sua materia con un piglio anticonvenzionale, riuscirà a risvegliare la donna dal suo letargo e a farsi raccontare la sua storia e le sue sofferenze. Molti anni dopo, quando il manicomio è ormai chiuso e trasformato in un condominio, Busner tornerà sulle orme di quella paziente speciale e del suo passato…
Meraviglioso esempio di scrittura criptica, di non facile presa sul lettore - perlomeno fino a quando non si entra nel meccanismo - per l’eccessiva ridondanza: un monumento ad un fraseggio fatto di incidentali, una confusione voluta e costruita perfettamente per creare un effetto allucinogeno attraverso i punti di vista dei suoi protagonisti. Ombrello del britannico Will Self, fra i finalisti al Man Booker Prize e con un passato complicato, è un romanzo epico dal sapore underground che mette in campo tutta la storia del Novecento passando per i suoi temi cardine, come la prima guerra mondiale, la psichiatria e l’antipsichiatria, la medicina e il suo impatto sull’essere umano, il femminismo, il cambiamento sociale, il mondo del lavoro nella sua evoluzione. Un romanzo straordinario, ricco di luce e forza, tenebre e debolezze individuali. Un complesso involucro narrativo che avanza con ritmo cadenzato. Un’anomalia letteraria che passa per la farneticazione e la follia, il dolore e l’impotenza della solitudine di fronte all’ineluttabilità degli eventi. Ombrello è sicuramente una delle opere meglio riuscite del suo autore, ma soprattutto uno dei romanzi più complessi e originali - quasi indefinibile nel suo genere, anti-naturalista per eccellenza - che ha prodotto la lingua inglese negli ultimi anni.

 

 

 

 
 
 
 
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