Omicidio a Steeple Martin

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Al termine delle prove di una commedia, Libby Sarjeant decide di andare al pub con l’intera compagnia teatrale. Il locale, molto amato dai fotografi, si trova al centro della cittadina di Steeple Martin ed è in stile georgiano. Libby entra e si dirige verso Peter Parker, autore del copione, il quale appena la vede non trova di meglio che metterle subito in mano una pinta di birra chiara al fine di farla bere. Poi, mentre qualcuno si dimostra pronto a cederle una sedia, visto che si tratta di una signora di mezz’età, i due cominciano a raccontarsi i pettegolezzi del giorno. Questa volta si tratta dello zio di Peter, Lenny, che è appena arrivato in città. Mentre i due confabulano, sopraggiunge il proprietario del teatro e si comincia a parlare della commedia che Libby sta mettendo in scena come regista. Quest’ultima comincia a lamentarsi non tanto per le difficoltà pratiche, quanto per gli attori. “Non ce n’è uno con un po’ di cervello” – afferma borbottando – e assume una faccia sconsolata. Peter invece suggerisce uno stratagemma e invita l’amica a convocare tutti gli attori per un confronto facendo apparire come inventate da altri talune soluzioni invece elaborate proprio da lei stessa. Il giorno dopo Libby entra in macelleria e mentre si trova al banco intenta a cercare un bocconcino succulento da dare da mangiare al proprio gatto Sidney, incontra lo zio Lenny assieme alla sorella Hetty, madre di Peter Parker. Quest’ultima, che conosce bene Libby, fa le presentazioni e Lenny, consapevole che il copione è stato scritto dal nipote sfrutta l’occasione dell’incontro fortuito per complimentarsi dell’esperienza che l’ex attrice sta facendo come regista teatrale. Poi la prega di dargli del tu prendendole la mano e stringendola. Nonostante sia un uomo anziano con baffi grigi e portamento distinto, Lenny, ammiccando e dando a Libby una sonora gomitata, ad un certo punto manifesta piena disponibilità a confidarle “delle cosette su quei tempi” – in chiaro riferimento alla commedia che sta rappresentando nel teatro cittadino. Libby si stupisce per l’inusitata iniziativa, mentre la sorella, che ascolta la conversazione tra i due, prega Lenny di stare zitto…

Omicidio a Steeple Martin è un romanzo incentrato sulla personalità di Libby Sarjeant, primo titolo della serie inglese “The Libby Sarjeant Mystery”. Si tratta di un giallo tradizionale di carattere deduttivo che si snoda in un ambiente ristretto, articolato come una quinta teatrale all’interno della quale Libby, la protagonista, svela i propri interessi, le proprie fragilità e il proprio intuito investigativo. Trattandosi di una persona che opera nel mondo del teatro, i tratti che la scrittrice riserva alla protagonista sono tipicamente femminili e quindi si colgono, disseminate nell’intera trama, affermazioni introspettive, riflessioni psicologiche, considerazioni accurate sul genere umano e sull’amore. Le vicissitudini personali dell’ex attrice, avanti negli anni e quindi dedita alla regìa, e l’immancabile teiera di chiaro stampo “british” che compare in numerosissimi snodi del racconto, rendono la lettura adatta a chi ama il genere poliziesco ma non predilige toni truculenti e soprattutto le scene gore tipiche di taluni romanzi gialli. Tutti gli indizi, tutti i riferimenti, in questa trama sono logici, sono collocati in un ambiente familiare e in una precisa cittadina della campagna inglese. Violenza e sesso sono trattati con pennellate leggere e restano sullo sfondo della narrazione senza alcuno scuotimento per il lettore. Un intrigo a tinte delicate da leggere seduti in poltrona, come fanno d’altronde i protagonisti della storia, che si movimenta nella seconda parte lasciando sino alla fine molteplici dubbi sull’effettivo autore del delitto.



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