Omogenitorialità

Omogenitorialità
Vent'anni fa, se dicevi di essere a favore dei matrimoni per i gay, ma non perché potessero avere una famiglia con dei figli, eri un grosso progressista: e la tua sensibilità a favore dei piccoli (perché certamente avresti giustificato la tua preoccupazione con un “Ai bambini serve tanto la figura femminile quanto quella maschile”, o qualcosa di simile) avrebbe rafforzato la tua apertura sui diritti individuali. Come sta la situazione oggi? Non molto diversamente, e come spesso accade la “norma” statistica (quella che vede il modello eterosessuale alla base del maggior numero di famiglie) diventa subito giudizio collettivo (“norma morale”): da lì il passo è breve affinché la “norma” dello Stato, in barba alla tutela delle minoranze che pur sarebbe necessaria, si allinei al gusto e al parere della maggioranza. Ma – al di là dell'opinione di questo o quel commentatore televisivo, agitatore politico, vicino di casa “medio” – cosa ci dicono gli studi scientifici sull'argomento? Come sono le famiglie delle lesbiche e dei gay? Soprattutto: come stanno i loro bambini? Abbie Goldberg, psicologo della Clark University di Worcester, in Massachusetts, dà la parola alle ricerche internazionali più recenti ed estese, alle loro cifre e ai loro esiti per mostrare la situazione nella maniera più obiettiva possibile. Esamina le differenze con le famiglie “tradizionali” (eterosessuali) e ne mostra i tanti punti di somiglianza...
Per molti di questi punti la conclusione è che le seconde superano di gran lunga le prime, che non si rilevano problematiche psicosociali a carico dei figli legate all'omosessualità dei genitori e che le difficoltà maggiori si hanno sul piano sociale rispetto alla discriminazione da parte di chi ancora fatica a capire che il mondo è vario e d è bello anche per questo. Con una illuminante presentazione di Claudio Rossi Marcelli, giornalista di «Internazionale», che reca il contributo della sua esperienza personale e familiare di gay con marito e tre figli avuti con la tecnica denominata “gestazione per altri” tramite una donatrice di ovulo e una gestante. Sono tante le cose che possono piacere o non piacere, ma tutte andrebbero guardate da vicino e toccate con mano in prima persona. Un libro di grande attualità.

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