Orgoglio e pregiudizio e zombie - Finché morte non vi unisca

Orgoglio e pregiudizio e zombie - Finché morte non vi unisca

Elizabeth e Fitzwilliam Darcy, di ritorno da una visita ai cognati Jane e Charles Bingley, dopo un tratto in carrozza decidono di concedersi una passeggiata in campagna per raggiungere la propria tenuta. All’improvviso dalla boscaglia spunta un bambino. Darcy ha giusto il tempo di accorgersi del colore malsano della sua pelle e del suo lezzo putrescente, che l’orribile creatura lo azzanna al collo. Purtroppo per lui, è uno degli zombie che infestano il Paese e ora lo ha ammorbato. Prima di sposarsi, Elizabeth è stata un’indomita guerriera, ha mozzato innumerevoli teste di mostri con la sua katana e conosce la procedura prescritta dalla legge in casi simili: bisogna decapitare l’infetto per evitare che si trasformi in un cadavere ambulante affamato di carne umana. Sa però che esiste un siero segreto per fermare il contagio, e che l’unica a poterlo reperire è la perfida zia di Darcy, Lady Catherine de Bourgh. Così manda a chiamare d’urgenza la spocchiosa nobildonna e accetta senza riserve le sue condizioni: recarsi a Londra sotto falso nome per impossessarsi dell’antidoto. Ma per farlo dovrà mettere da parte l’orgoglio e sfoderare tutte le sue armi seduttive per circuire il medico che lo ha creato...

Nel 2009, da un’idea di Jason Rekulak della casa editrice Quirk Books, nasceva Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith, rivisitazione del romanzo di Jane Austen (seguita dall’omonimo adattamento cinematografico in uscita nel 2016), in cui nel testo originale venivano innestati dei brani horror, trasportando l’azione in un’Inghilterra alternativa invasa di morti viventi. In questo secondo capitolo della saga, firmato da Steve Hockensmith, ritroviamo gli stessi protagonisti del classico ottocentesco ma la vicenda è nuova di zecca. Lizzy e il suo Darcy sono ormai convolati a nozze e tutto potrebbe andare per il meglio, se non ci si mettessero di mezzo quelli che nella buona società sono chiamati pudicamente “gli innominabili”. L’assaggio del bimbetto assassino ha precipitato il compassato Fitzwilliam in un orrido limbo, dove sogna sanguinacci e dormendo si mastica gli alluci convinto di mangiare del boeuf bourgignon. A peggiorare le cose si aggiungono gli oscuri intrighi di quella “cagna vendicativa” di Lady Catherine, più altri imprevisti che non è il caso di svelare. Superato il disorientamento di vedere il Regno di Giorgio III pieno di servitori nipponici e di ninja (ancora più spiazzanti delle orde di resuscitati marcescenti), l’originale bizzarria della storia e l’ottima tecnica narrativa di Hockensmith titillano il gusto per la reinvenzione intelligente. E le pagine volano sull’onda di furiosi combattimenti e di imprevedibili colpi di fulmine che solleticano i cuori delle sorelle di Lizzy non ancora accasate. Decisamente saporito, per chi apprezza il mix di orrore e ironia. Molto al sangue.



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