Orient

Orient

Mills osserva estasiato i fianchi morbidi di Long Island. È la prima volta che si spinge così a est, la prima volta che si fida davvero di un quasi sconosciuto. Paul Benchley lo ha invitato nella sua casa di Orient – sulla punta del North Fork ‒, pacifica comunità di settecento anime, da qualche anno “contaminata” dall’arrivo di artisti annoiati dalla Grande Mela. Sembra innocua e al riparo dai venti dell’odio Orient, eppure dietro la facciata di ville centenarie e giardini intonsi si cela un male oscuro. Ha il volto familiare dei vicini che ti hanno visto crescere, la voce rassicurante dell’anziana alla porta accanto, oppure il male arriva da fuori, dal disadattato Mills che Mills non si chiama o magari dagli artisti in esilio creativo. Difficile dirlo, eppure un cadavere è stato appena restituito dalle acque fredde dell’Atlantico, si tratta di quell’ubriacone di Jeff Trader, l’innocuo tuttofare che ficcanasava nelle abitazioni e nelle vite private dei suoi concittadini. Jeff è morto per una sua imprudenza o qualcuno lo ha ammazzato? Nessuno vuole credere alla seconda ipotesi, ma non è l’unico a non sopravvivere all’autunno di quell’anno…

Un efficace e intrigante thriller dalle tinte noir, che scrosta con le unghie la vernice appena stesa sulle bianche facciate, quella del perbenismo e dei rancori sepolti, delle liti nel buon vicinato e dei torbidi segreti da letto. Il microcosmo di Orient costruito da Christopher Bollen racchiude in sé tutti i vizi capitali: dalla lussuria alla cupidigia passando per il tradimento e la menzogna. La frustrazione di Beth, artista e moglie fallita insofferente alla madre, il suo esotico marito rumeno Gavril, con un passato pesante, l’ostentato moralismo di Pam Muldoon sempre pronta a dare una lezione di vita al suo prossimo. E con loro altri volti di quella piccola comunità scolpiti a rilievo nei più piccoli e sconcertanti dettagli. “(…) Un tempo nei mesi invernali Orient era davvero se stesso, un paese prudente di case rivestite di legno, capace di resistere a qualunque burrasca oceanica. Un tempo era come se a Orient tutto fosse già successo; adesso sembrava che tutto dovesse ancora accadere”. Lucido, minuzioso e con coup de théâtre come ogni thriller che si rispetti, Orient scava nell’anima dei suoi personaggi mettendo in risalto ipocrisie e paure nascoste. E così la fobia dello “straniero” riemerge inesorabile anche nella piccola comunità, rigurgitando razzismo e vecchi rancori. Attraverso gli occhi del giovane Mills il viaggio nelle viscere dell’americano medio tutto famiglia/casa/lavoro si compie. Gustosa e coinvolgente l’opera seconda di Bollen, editor, appassionato di film horror e Agatha Christie, che dopo Lightining People abbandona New York e sceglie di raccontare l’inquietudine opprimente della provincia da cartolina.



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