Orrore Vesuviano

Orrore Vesuviano

Orrore Vesuviano è una piccola cittadina campana e già la toponomastica non lascia presagire nulla di buono. Il ribollire lento e silenzioso diventerà, improvvisamente, un’esplosione devastante e portatrice di morte. Aurelia Scala ha imparato a difendersi dalla cattiveria di quel piccolo mondo maturando un carattere intrattabile. L’aria è piena del piombo delle pallottole vaganti sparate più per noia che per vendetta. Non sono tanti i momenti di tranquillità nella vita di Aurelia, ma quando ci sono guai per chi si trova nei paraggi: chiunque passi davanti al suo negozio non può resistere al fascino della bella fioraia. E fioccano proposte di matrimonio che Luca, a soli dieci anni, non riesce proprio a mandare giù: che bisogno ha sua madre di un uomo? Non stanno così bene loro due soli? Anche le altre donne del paese mal sopportano la concorrenza ammaliatrice di Aurelia e il flirt con Massimo Amoroso è la goccia che fa traboccare il vaso. Farà anche lui la fine di tutti quelli che lo hanno preceduto? Luca giura di sì…

Il mondo guardato attraverso gli occhi (dis)incantati di un bambino sembra davvero incomprensibile ma Luca riesce a darsi quelle spiegazioni che gli adulti tengono nascoste, insieme ai loro inconfessabili segreti. Costa dipinge un’umanità crudele e arida, che non fa più caso ai morti ma, allo stesso tempo, attaccata alla vita tanto da avere la ‘smania di fare figli’. Quasi con la maestria di un sociologo, capace di analizzare i comportamenti umani, entra nel cuore pulsante della vita mostrandone gioie e dolori: sangue e risate, paura e spensieratezza, serio e faceto, leggerezza e profondità, tenerezza e crudeltà si mescolano in una scrittura schietta e colorita, fatta di immagini forti e di passaggi poetici, condita con una buona dose di ironia. Cronaca e favola, realtà e metafora, e un personalissimo tocco nell’abilità del raccontare. Una storia che appassiona, uno stile che coinvolge. Fino all’ultima pagina, con un finale che sorprende perché inaspettato, lasciando un retrogusto amaro che fa pensare. A metà strada tra Saviano e Sorrentino, ci sarebbe da aspettarsi di ritrovare Aurelia, Luca e gli altri, tra non molto tempo, su uno schermo cinematografico.



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