Osservatore oscuro

Osservatore oscuro

In una stanza angusta che odora di chiuso, senza finestre, illuminata soltanto da una luce a neon, l’ispettore capo Ettore De Robertis della Questura di Bologna, in presenza di un suo collaboratore, un uomo con un’ampia stempiatura coperta da un riporto, sfoglia le pagine del fascicolo sulla donna che siede di fronte a lui, Aurora Scalviati. Giovane profiler della polizia appena trasferitasi da Torino al Commissariato di Sparvara, cittadina della Bassa Emiliana, Aurora ha un brillante curriculum alle spalle, ma anche un passato segnato da un tragico evento, quello della morte del suo superiore (nonché suo compagno) in una sparatoria, oltre alla presenza di un frammento di proiettile in testa ‒ drammatica cicatrice di quell’evento ‒ troppo pericoloso da rimuovere, a causa del quale le è stato diagnosticato un disturbo bipolare. Aurora si trova a dover rispondere a una serie di domande, poiché è stata inaspettatamente coinvolta in un omicidio brutale, quello di un uomo barbaramente ucciso e trovato all’interno del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, con il corpo martoriato, la bocca cucita ed una scritta tatuata in caratteri gotici sul petto, che riporta il suo nome, Aurora Scalviati. Pur non avendo mai visto la vittima, né avendo idea dell’identità dell’uomo ucciso, si ritrova travolta da un assassinio diverso dagli altri, non solo per la violenza con cui è stato commesso, ma anche per il messaggio che lo stesso omicida ha voluto lasciare sul corpo della vittima, legando inevitabilmente il suo nome al cadavere trovato in quel luogo…

Pur essendo il secondo romanzo che vede come protagonista la profiler Aurora Scalviati alle prese con un intricato caso di omicidio da risolvere (Aurora nel buio è il primo della scrittrice emiliana), Osservatore oscuro è un thriller coinvolgente, anche per chi si cimenta per la prima volta nella lettura di un romanzo di Barbara Baraldi, senza doversi preoccupare di conoscerne i precedenti “episodi”. Forse, ciò che può “intimorire” a prima vista sono le oltre cinquecento pagine, ma contrariamente alla sua lunghezza, il libro si divora velocemente non appena si viene rapiti dall’intreccio della storia, dai personaggi anche apparentemente scollegati tra di loro, dalle atmosfere tese, sovente impregnate di mistero, dalla narrazione fluida (complice anche un linguaggio ricco di dialoghi), dai non pochi colpi di scena. Per poi rendersi conto, alla fine, che la storia copre un arco temporale di appena cinque o sei giorni. Il tutto ambientato in una cittadina anonima dell’Emilia Romagna, il cui nome, Sparvara, rimane, però, alla memoria come un chiodo fisso. Tanto quanto Aurora, la giovane protagonista, che, in un certo senso, incarna tutte quelle donne che quotidianamente devono battersi per far valere le proprie convinzioni per sgretolare, con la dimostrazione delle proprie capacità, le diffidenze di molti che le circondano. Autrice di numerosi romanzi gotici e thriller contemporanei, romanzi per ragazzi e collaboratrice come sceneggiatrice della serie a fumetti Dylan Dog, Barbara Baraldi è stata anche tra i protagonisti di Italian noir, il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano. I suoi libri, infatti, sono stati tradotti e pubblicati in vari paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Recentemente ha anche ottenuto, insieme a Federica Manzon e Anna Giurickovic Dato, il Premio Speciale Modena Buk Festival 2018, di anno in anno riconosciuto a protagoniste e protagonisti della scena editoriale e culturale del nostro tempo.



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