Ossessioni

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Una giovane pittrice di Stoccarda rimane sconvolta dalle affermazioni di un critico d'arte che nel commentare la sua prima mostra la accusa di mancanza di profondità: da quel momento in poi la ragazza cade in una depressione nerissima e si lascia andare, fino al tragico epilogo; in un parco pubblico di Parigi un pensionato che ha fama di invincibile scacchista viene sfidato da un fascinoso giovane: tutti gli spettatori danno da subito per scontato che si tratti di un geniale campione, e commentano ogni sua mossa sulla scacchiera come se si trattasse di un esempio di mirabile strategia, e anche il pensionato campione in carica sprofonda nel panico, ma la verità è ben diversa; Mastro Mussard, ricco orafo della metà del '700, fa una strana scoperta scavando nel giardino della sua villa per sistemare alcune rose: a un certo livello si trova uno strato di conchiglie e sostanza calcarea. Preso dalla curiosità, inizia una campagna di scavi in grande stile in molte zone limitrofe, e porta alla luce sempre le medesime conchiglie. La teoria dell'evoluzione è ancora di là da venire, e Mussard ne elabora una pessimista e originalissima: un immane Dio-Conchiglia guida il mondo a una progressiva calcificazione-conchiglizzazione che renderà la Terra del tutto simile alla bianca Luna...
Perché leggere, se si è ragionevolmente certi che prima o poi ci si dimenticherà quello che si è letto? Perché vivere, se si sa che a un certo punto bisogna morire? Se lo domanda Patrick Süskind (lo scrittore tedesco condannato per sempre ad essere definito "quello che ha scritto Il profumo", per intenderci) nel breve articolo giornalistico in appendice a questa - altrettanto breve, purtroppo - antologia. La risposta sta forse nei racconti che lo precedono: il motivo per cui è... l'ossessione. Nient'altro che questo sarebbe il misterioso motore che ci spinge, ognuno verso il suo destino, che sia drammatico o meno (tanto l'epilogo è per tutti ugualmente drammatico, ahinoi), che ci fa esplorare i nostri limiti, ridefinendone i confini sia che siamo artisti, pensionati scacchisti al Jardin du Luxembourg o orafi di corte o chissà cos'altro. Una triste rivelazione? Forse. Ma se arriva attraverso racconti così belli, vere gemme letterarie di stile e ironia, anche una brutta notizia può renderci felici.

 

 

 

 
 
 
 
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