Pablo Escobar ‒ Il padrone del male

Pablo Escobar ‒ Il padrone del male

“Figlia mia, hai intenzione di portare del cibo in carcere a Pablo per tutta la vita?”. “Sì, mamma”. Nel 1973 ci fu questo scambio di battute tra Victoria Eugenia Henao Vallejo, la mia futura madre, e mia nonna Leonor. Quest’ultima non poteva assolutamente concepire che sua figlia, appartenente a una famiglia di lavoratori perbene e ancora tredicenne se la facesse con un tizio che nel quartiere aveva la nomea di delinquente e donnaiolo. E per di più aveva ben undici anni più di lei! I miei nonni fecero di tutto per ostacolare quella relazione ma alla fine mia madre e mio padre riuscirono a sposarsi e a vivere insieme, tra alti e bassi, fino alla morte di lui. Mio padre però non morì anziano e malato, nel suo letto, circondato dall’affetto dei nipoti, ma venne ucciso da latitante il 2 dicembre del 1993, da una squadra colombiana di sorveglianza elettronica. Mio padre si chiamava Pablo Escobar, aveva tanti soprannomi tra cui El Patron e Il Re della cocaina, e nei primi anni ’90 è stato uno degli uomini più ricchi della Terra. Genitore amorevole e dedito alla famiglia ma, allo stesso tempo, uomo senza scrupoli che ha costruito un impero fatto di sangue e polvere bianca…

Pablo Escobar - Il padrone del male è una biografia di discreta mole e rilevanza storica, visto e considerato che l’autore è nientemeno che il figlio primogenito del noto narcotrafficante, figlio che peraltro, dopo aver volontariamente rinunciato al crimine, non ha avuto interesse alcuno a fornire un ritratto agiografico del padre e si è schierato pertanto in controtendenza rispetto a tante opere o fiction che spesso, nel demonizzare personaggi negativi, finiscono semplicemente per esaltarne il fascino luciferino. Qui l’autore, sebbene legato dal più forte dei vincoli, mantiene un tono equilibrato ed equidistante, rivelando tanto la natura violenta e spietata di Escobar quanto il suo buon ruolo di genitore. A colpire principalmente il lettore è però l’universo quasi cinematografico in cui ha vissuto il giovane Juan Pablo, un mondo popolato di opulenza e divertimenti iper-costosi, ma anche abitato da individui improbabili e violenti, disposti a uccidere per un’inezia e a tenere in scacco intere aree urbane e non grazie alla droga e ai soldi. Del resto in Colombia, a quei tempi, esisteva solo la legge di Escobar, plomo o plata, vale a dire che o ti fai corrompere o ti fanno fuori.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER