Padri e figli

Padri e figli
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Nikolaj Petrovič Kirsanov è un uomo mite e di poche pretese. Il padre, un inflessibile e rozzo generale, lo aveva avviato alla carriera militare, ma in seguito a un incidente che lo ha reso zoppo lui ha mutato obiettivi. Nikolaj è padre di Arkadij, un ragazzo affabile, generoso e di mentalità moderna che ha appena conseguito la laurea. Il giovane torna nella tenuta di famiglia dove il padre vive insieme al fratello scapolo Pavel, ex dongiovanni affascinante, uomo dai modi aristocratici, inflessibile per quel che riguarda le buone maniere, i bei vestiti e l’etichetta. Ad accompagnare il buon Arkadij vi è il suo caro amico Bazarov, appassionato di scienze naturali e convinto nichilista che si trova subito in conflitto con Pavel, infatti è ben lontano dagli atteggiamenti affettati dell’uomo e non ha paura di mostrare i propri pensieri, anche in maniera brusca e offensiva, mettendosi così in luce come ospite poco gradito. A turbare Nikolaj inoltre ci sono gli affari non brillanti della sua proprietà terriera e anche la presenza in casa di una giovane amante da cui ha avuto un figlio, la schiva Fenečka. La reazione che potrebbe avere Arkadij nell’incontrarla lo angoscia, una paura che si rivelerà infondata, poiché ben altre scintille metteranno a rischio la tranquillità famigliare. Il rapporto tra Bazarov e il maturo Pavel si inasprisce fatalmente, costringendo i due giovani a limitare la loro permanenza alla villa e scegliere una nuova meta per trascorrere le vacanze…

Ivan Sergeevič Turgenev visse tra il 1818 e il 1883. Di famiglia antica e ricca, educato da genitori severi, rimase segnato dagli studi compiuti a Berlino, periodo in cui il divario culturale tra la Russia e l’Europa animò in lui pensieri di uguaglianza sociale. Sostenitore della liberazione della servitù della gleba, ammiratore di Gogol’, non sempre apprezzato dai suoi contemporanei, è attraverso un personaggio insoddisfatto come Bazarov che rappresenta il diffondersi delle idee rivoluzionarie in Russia. Il giovane aspirante medico in nulla crede: “Mi fa piacere negare, il mio cervello è costruito così, e basta!”, disprezza l’aristocrazia e il parlare bene, sottovaluta l’intelletto femminile, si mostra insofferente di fronte all’affetto manifestato dagli anziani genitori, ma incanta col suo carisma e i suoi modi diretti il sensibile Arkadij. Lo scontro tra la generazione dei padri incarnata da Nikolaj e quella dei giovani simboleggiata da Bazarov è rappresentativa di ogni epoca: la percezione che il mondo abbia qualcosa di sbagliato, specialmente a livello sociale, il desiderio di far parte di un cambiamento che possa aggiustare le cose, ma allo stesso tempo la frustrazione per non essere in grado di concretizzare questa volontà. Introduce l’opera la prefazione di Paolo Nori, ricca di citazioni e opinioni estrapolate da autori russi contemporanei a Turgenev.



 

 

 

 
 
 
 

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