Pagine laiche

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L’attuale politica dell’incultura che si esprime nelle scelte governative – ma anche nell’andazzo generale del nostro Paese – impone riflessioni necessarie e che partono inevitabilmente dalla penalizzazione della scuola pubblica, in ogni grado e livello, che rappresenta il degrado del pensiero. Ancor di più è pericolosa la riduzione dei fondi per la ricerca, al punto tale che in Italia è pressoché impossibile e quella che c’è rischia di perdere la totale libertà. Questa è la conseguenza inevitabile: se lo Stato non paga, la ricerca deve essere finanziata da chi dispone di mezzi economici, ma al tempo stesso ha interesse che vengano approfonditi solo alcuni aspetti che riguardano ben calcolati profitti. Quindi, se la ricerca si va privatizzando e quindi non sarà né libera, né avrà la possibilità di esprimersi liberamente, inevitabilmente farà cadere il diritto umano alla conoscenza e lo spirito critico sarà inevitabilmente sopraffatto dallo spirito dogmatico. Da qui alla diffusione del nuovo tipo psicologico di uomo massa, il passo è breve. È quello che si vede oggi, la perfetta descrizione del tipo antropologico frutto dell’istupidimento televisivo e dell’impoverimento comunicativo: è l’uomo soddisfatto di sé che non cerca di migliorare perché si ritiene perfetto così e non ha dubbi perché ha idee tassative su tutto, crede di sapere tutto e non ascolta le opinioni degli altri, è solamente deciso a imporre le proprie. Non sfugge a questi concetti nemmeno l’ostilità nei confronti dello straniero migrante, espressione di spirito dogmatico nei confronti di altre culture con in più la paura dell’ignoto e gretti timori legati al portafoglio...

In un momento in cui una parte della nostra società si interroga su post-verità e fake news, la raccolta di scritti di Valerio Pocar suggerisce riflessioni ulteriori da tener bene in considerazione per capire e interpretare ciò che sta succedendo intorno a noi. D’altronde che nel nostro Paese ci sia una pausa del ragionamento – come se avessimo mandato tutti i nostri cervelli in vacanza – non è difficile da intuire, ma la difficoltà probabilmente sta tutta nella ricerca delle motivazioni. Perché siamo arrivati a questo punto? Perché non ce ne siamo accorti prima? Sono gli interrogativi su cui, ad esempio, il mondo della semiotica si interroga, avanzando tali domande come chiave di studio del nostro comportamento. Al tempo stesso una lettura sociologica della nostra realtà non può che farci bene. Per trovare modalità di lettura del mondo, per individuare possibili via d’uscita, per provare un’inversione di tendenza. Quindi ben venga la possibilità di prendersi del tempo, dedicandosi qualche minuto in tutta calma, con una lettura profonda che ci permette di riflettere sull’argomento, ponendoci domande, ma al tempo stesso suggerendoci trame su cui muoverci e far muovere il nostro pensiero. D’altronde è dal dubbio che partono le domande ed è questa la sola modalità per non dare tutto per scontato, ricercando verità, non sposando teorie già formulate. D’altronde proprio il filosofo Bertrand Russell nel suo Mortals and others sosteneva che “La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono arcisicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”.



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