Panico botanico

Panico botanico
Melenia Bridge , esperta studiosa di Botanica, deve compilare una nuova edizione di un erbario delle piante tropicali; questo la spinge a far visita all’amica e collega Irina Lariovna, che da quattro anni si è ritirata in un parco remoto per completare i suoi studi, studi nei quali riversa tutto il suo impegno intellettuale, in cui non c’è spazio per i sentimenti. Siamo ad aprile quando le due donne si incontrano, inoltrandosi tra tortuosi sentieri e un’ammirevole collezione di piante rarissime: Ficus atroce, Felce formidolosa, Potus improbus e fiori delicatamente accostati: Azalea ipocritas, Dianthus perversus, Camelia perfidiosa, Narcissus inhumanus. In questa dimensione tutta sui generis vivono anche la cuoca, signorina Prugineim, segaligna e dalla sessualità indefinita e l’aitante, di esuberante bellezza, giardiniere Esteban. In una vasca, due alligatori ferocissimi. Un giorno Brenda Turner, che contende ad Irina il primato accademico in Botanica, va a farle visita con due allieve. Di qui in poi succede di tutto: le studiose si scoprono dotate non solo di puro intelletto, ma anche di un’anima che soffre e si innamora: che si tratti dell’Eden?
Un libro geniale questo di Alessandro Fullin, che potrebbe  essere tradotto in una pellicola cinematografica con incredibili effetti visuali. Il testo non suscita solo terrore botanico tra piante carnivore abbattute a colpi di accetta, ma una malinconia venata di nostalgia romantica  che vibra di musica propria grazie ad una penna che graffia l’anima, ricoprendola di simbologie arcane e misteriose. Vivere nel parco è uno scendere nei fondali del proprio essere alla ricerca di quel sentimento declinato al femminile che, per quanto conculcato dall’intelletto, riemerge tra dolcezza e trasalimenti e turbamenti di donne. Mentre eruditamente si disserta su fenomeni di mera scientificità, si fa spazio l’idea di un Dio razionalmente rigettato, ma che chiuso fuori dalla porta rientra dalla finestra. Tra colpi di scena e visuali impressionanti tocchiamo le corde più intime delle protagoniste, apparentemente asettiche e in realtà emotivamente coinvolte e travolte dalla loro passionalità che si scopre dentro il mistero tra scenari bucolici surreali , preziosismi lessicali, aforismi arditi. Il parco con tutti i suoi percorsi alternativi è la metafora e la metonimia della complessità dell’animo femminile che lo scrittore disamina con delicatezza venata di humour  in stile liberty. Davvero originale.

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