Panino al prosciutto

La Model-T con accensione a manovella corre sulle strade e per gli aranceti di una Los Angeles priva di angeli e in piena depressione. Henry jr. Chinasky, figlio di immigrati tedeschi e abitante delle periferie, si prepara a raccogliere il duro bagaglio che la vita avrà da offrirgli: un padre aggressivo; un nonno alcolizzato dal fiato fetido; uno zio puttaniere ridotto su di un letto d’ospedale; pochi coetanei che scelgono la sua compagnia poiché isolati, perseguitati o menomati; una vicina con cui zittire le prime curiosità sessuali; i pochi pomeriggi passati a giocare a baseball nel quartiere e i molti spesi a falciare perfettamente l’erba del vialetto. Eppure tra questi ricordi taglienti, negli anni dell'acne che cicatrizza il volto, Hank conosce le cure lenitive dell'alcool e della biblioteca, i sapori del whisky e le righe di D. H. Lawrence. Infine, il piacere della masturbazione praticata sognando madri, insegnanti, infermiere e donne adulte in genere...
Charles Bukowski rivela anche in questo romanzo la genialità e i modi diretti che da sempre caratterizzano il suo stile. Infrangendo - letteralmente - quasi sessanta capitoli in poco più di trecento pagine, Charles ottiene delle istantanee che ritraggono momenti salienti della sua infanzia, vissuta come un’acerba età adulta. Le narrazioni brevi e concise alternano alla superficialità adolescente delle giornate di scuola riflessioni dal gusto amaro sulla vita, l’istruzione, il lavoro, la politica americana e le mancate opportunità della classe povera; un ammasso di forzati perdenti a cui non è concessa possibilità alcuna: non resta che arruolarsi in marina, lavorare nei bordelli di periferia oppure iscriversi a dei corsi di giornalismo e tentare di fare lo scrittore alcolizzato. Indovinate un po’ il giovane Hank cosa ha scelto?

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