Pantera

Pantera
Pantera. È così che si chiama quella donna affascinante, forte e misteriosa che si fa vedere ogni tanto ai “Tre Principi”. Fumo denso di sigarette, personaggi surreali e tenebrosi: una sala da biliardo prettamente frequentata da uomini. Una continua partita contro il destino e la fortuna. Borges, vecchio e cieco, sa tutto di tutti e si diverte a raccontarlo con scherno a quel ragazzino che ogni tanto gli ronza intorno. È lo stesso ragazzo che con la bocca aperta diventa testimone di una mitica partita a biliardo tra quella donna dal nome evocativo, dagli occhiali scuri e dal rossetto rosso e il celeberrimo lord inglese. Nell’atmosfera tenebrosa il finale è sotto gli occhi di tutti. Sarà difficile dimenticare un tale spettacolo... Se fosse stata un animale, Aixi, invece, sarebbe stata sicuramente un pesce. Il mare è il suo habitat naturale, le reti dei pescatori non hanno segreti per lei. È stato papà a insegnarle i nomi dei pesci e il modo migliore per pescarli e cucinarli! Ma papà ha perso il vigore di un tempo, schiacciato da una malattia terribile. Adesso Aixi si prende cura di lui, proprio come lui ha fatto con lei fino a quel momento. Eppure ha solo 12 anni, anche se le sue mani ormai piene di calli testimoniano una vita difficile, molto diversa da quella delle sue coetanee. Cosa importa? Lei è felice. Le navi e le tempeste non la spaventano, piuttosto la stimolano.  Ecco, papà ha voglia di pesce. È giunto il momento di andare a pescare…
Stefano Benni ci racconta le storie di Pantera e Aixi, in bilico tra onirico e reale. Una contrapposizione apparente tra notte e giorno, buio e luce. Un sottile filo rosso lega le vicende delle due protagoniste femminili: la partita con la vita, l’inafferrabilità del destino, le continue opportunità per dare una svolta alla propria esistenza. La vita va giocata, sfidata, in un match sempre aperto, fino all’ultimo colpo. Niente è dato per certo e assodato, tutto può essere messo costantemente in discussione. Ma solo se siamo disposti a giocare, a mettere sul piatto le nostre forze e debolezze. Ciascuno ha l’opportunità di crearsi, guarda caso, delle opportunità. Due racconti che rappresentano pienamente lo stile di Benni, stavolta completato dai disegni di Luca Ralli che si dipanano in parallelo e ci danno un’altra interpretazione e altre immagini delle vicende venute fuori dalla penna dell’autore. Pantera ci insegna a giocare al meglio e con il massimo impegno la partita della vita. Niente è definito. E non è detto che la pallina non finisca in buca.

Leggi l'intervista a Stefano Benni

 

 

 
 
 
 
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