Papà, Van Basten e altri supereroi

Papà, Van Basten e altri supereroi

Milano. Edoardo ha sei anni quando va allo stadio per la prima volta con suo padre. Come tutti i bambini, adora i supereroi, ma non quelli con mascherine e tute di nylon: i suoi hanno calzoncini e maglie rossonere. Poi c’è suo padre, ovviamente, il suo supereroe preferito, che quando lo abbraccia lo fa sentire nel posto più sicuro del mondo. Quel giorno Edoardo non lo dimenticherà mai: il boato di San Siro, il Milan in campo, uno spettacolo che lascia a bocca aperta. E poi il broncio di suo padre, interista. Vent’anni dopo, Edoardo si trova ad essere padre e vuole a tutti i costi che anche suo figlio, il piccolo Leonardo, s’innamori della squadra di Milano che indossa la maglia rossonera. E l’unico modo è raccontargli ogni sera una favola: quella di Super Pippo, protagonista della notte di Atene del 2006, un copione da V per Vendetta contro il Liverpool; quella del “Bambino d’Oro”, al secolo Ricardo Kakà, colui che con il pallone tra i piedi correva alla velocità della luce; quella di “Ringhio” Gattuso e del “Re Leone ” George Weah, che nel lontano settembre del 1996, contro il Verona, ebbe la pazza idea di prendere la palla nella sua area di rigore, farsi tutto il campo e piazzarla alle spalle del portiere avversario. E ancora, “Il Genio” Savicevic e l’indimenticabile pallonetto a Zubizzareta nella finale di Champions contro il Barcellona; FantaSheva, “Cuore di drago” Paolo Maldini, “Re Carlo” Ancelotti, “Ibracadabra” Ibrahimovic, “Kaiser Franz” Baresi e uno dei più forti calciatori che la Storia ricordi: “Il cigno di Utrecht”. Semplicemente Marco Van Basten…

C’è una generazione che ha conosciuto un altro Milan. Una squadra che incuteva timore all’avversario, che era abituata ad alzare la “coppa dalle grande orecchie” e a stare sul tetto del mondo; a lasciare in panchina i palloni d’oro, mentre altri davano spettacolo sul campo. Il Milan degli olandesi di Sacchi, di Capello, di Ancelotti, che ha fatto sognare i tifosi, li ha fatti gioire, regalando loro emozioni indimenticabili. Il racconto di Edoardo Maturo è questo: passione, orgoglio, amore nei confronti della maglia rossonera. Ma non solo. Attraverso le gesta di “quelli che hanno tirato su una generazione di tifosi a pane e Coppa dei Campioni”, l’autore racconta un altro di tipo d’amore: quello per suo figlio Leonardo, il destinatario delle “favole”, che puntualmente si addormenta sul più bello. Attraverso una scrittura semplice, frizzante, ironica e totalmente in prima persona, Papà, Van Basten e altri supereroi si rivela una lettura scanzonata, “per innamorati di Milan”, anche se vengono affrontati temi importanti come la guerra (nelle storie di Weah e Savicevic, ad esempio) e l’amore familiare. Un libro non per tutti, ovviamente, ma solo per chi, come Edoardo Maturo, è abituato a vedere scendere in campo i propri supereroi avvolti da una maglia rossa come il fuoco e nera come la paura che incute agli avversari.



 

 

 
 
 
 

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