Parlando con le api

Parlando con le api
È una calda mattina di maggio quando il signor Honig – apicoltore di vecchia data e di infinita pazienza – entrando con fare circospetto nella casa delle Signore delle Api, trova le sue due ex amiche Hilda e Claire morte stecchite sul pavimento. I polsi e le caviglie legati col nastro adesivo, uno straccio ficcato in bocca, gli occhi vitrei. Il detective Grayson, uomo tutto d'un pezzo, arriva pochi minuti dopo. Il signor Honig – anche se lui preferisce di gran lunga farsi chiamare solo Albert – sembra essere l'unica persona nel giro di parecchi chilometri ad aver conosciuto le anziane sorelle Straussman, e quindi l'unica persona in grado di fornire informazioni utili all'indagine. Mentre le stagioni scivolano via silenziose tra pane, miele e limonata ghiacciata, il vecchio signor Honig racconterà al detective Grayson tutto quello che sa intorno alle misteriose Signore delle Api...
Non lasciatevi ingannare dal titolo forse un po' dozzinale: il romanzo d'esordio di Peggy Hesketh, giornalista e autrice di racconti, non è quello che sembra. La poesia e la delicatezza di cui è impregnata tutta la vicenda contrastano in modo molto efficace con la brutalità del crimine tanto efferato di cui è macchiata la trama. Gli eventi prendono forma dalle parole del vecchio Honig, che ha sempre vissuto la propria vita al ritmo delle sue amate api, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. E così, attraverso il paziente ottuagenario, sono le api a scandire la narrazione, capitolo dopo capitolo, secondo le voci di un azzeccatissimo “alfabeto delle api”. Il dolce del miele e l'amaro della vita si mescolano in un denso sciroppo di esistenze solitarie. I personaggi sono discreti, prendono forma poco a poco, in silenzio, quasi a non voler disturbare, con il loro chiassoso guazzabuglio, l'instancabile ronzio di sottofondo.

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