Partitura per la mia bocca, per la tua pelle

Partitura per la mia bocca, per la tua pelle
Marie e Leonardo. Due ombre erranti. Due corpi inquieti. In fuga dal passato e dal futuro, alla ricerca di un luogo - o forse semplicemente di uno “stato” mentale e fisico - nel quale potersi abbandonare, senza paura, senza giudizio. Si incontrano, anzi si scontrano. Casualmente, all’Opera di Nizza. Lui è l’artista, lei la spettatrice. È subito la fiamma che brucia. Una passione totale e totalizzante rapisce entrambi e li trascina ovunque, nelle stanze degli alberghi disseminati per il mondo nei quali Marie corre per raggiungere Leonardo e stare con lui, anche solo per poche ore. Leonardo è sposato. Lei ha un segreto che custodisce gelosamente. La musica, in particolare quella di Rossini, alla stregua di una incantevole e gelida natura madre-matrigna li unisce e li separa. Ci sono diverse città ad attraversarli. Marsiglia, Parigi, Nizza, New York e soprattutto Zurigo. In ciascuna c’è un pezzo di queste anime che si perde nel vortice del desiderio, nell’innominabilità dei ricordi. Il loro è un legame scritto nel tempo dell’eternità. Il destino che accomuna Marie e Leonardo ripercorre infatti i segni indelebili di una struggente liaison dangereuse ormai lontana, ugualmente clandestina e dirompente. Gli “schiavi” d’amore allora erano la madre di lei e il padre di lui… Che ne è stato di quegli amanti disperati, e che ne sarà adesso di Marie e Leonardo?
Lo scoprirete leggendo questa brevissima Partitura, nella quale i colpi di scena non si risparmiano, così come non mancano le pagine di erotismo raffinato cui ci ha resi avvezzi nei suoi numerosi romanzi Francesca Mazzucato. Quest’ultimo, ci avverte direttamente l’autrice nell’introduzione, è un libro che si può leggere autonomamente, ma è scaturito dalla sua penna come un dittico, ideale continuum di Piccole varianti sulla fine di un amore. La potenza della musica, l’ineluttabilità del bisogno come fondamento del sentimento sono solo i maggiori punti di contatto che potrete rimarcare nelle trame. Che narrano amori nudi e crudi, il cui personaggio principale è sempre uno soltanto: il corpo che ama, soffre, vive, muore, vibra di ardore. Di questo protagonista carnalmente pervasivo la Mazuccato ci ha fornito un ampio glossario descrittivo nel corso della sua abbondante produzione. Ossessione compulsiva, morbo e salvezza, necessità pura di dire e dirsi, il corpo con le sue pulsioni è il collante delle opere della scrittrice e, insieme ad altri “ricorsi” (Zurigo, ad esempio, la musica, abbiamo detto, i treni in partenza dalle stazioni), costituisce il perimetro entro il quale si sviluppa la sua singolare letteratura. Purtroppo, però, non sempre l’esito dei romanzi soddisfa le attese e le ambizioni di partenza. Come in questo caso, in cui pare nel complesso latitare un po’ l’originalità.

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