Pastorale americana

Pastorale americana
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Lo Svedese - questo il soprannome di Seymour Irving Levov ai tempi del liceo, quando primeggiava nel football, nel baseball e soprattutto nel basket, divenendo l’idolo indiscusso degli ebrei di Newark, a New York. Nathan Zuckerman detto Skip ai tempi andava alle elementari con Jerry, il fratello dello Svedese, ed ora è un affermato scrittore. Dopo l’incontro con Seymour, fatica ad ammettere che quell’uomo affabile e banale con cui ha cenato sia proprio l’atleta indiscusso ed eccezionale che aveva alimentato il narcisismo di un’intera comunità. Infatti si sbaglia: poco dopo l’incontro con lo Svedese, alla riunione degli ex allievi della sua scuola, Jerry lo informa che il fratello è morto, stroncato da un cancro alla prostata. E che la sua vita non era stata solo quella - dominata dal buon senso - del marito devoto, del figlio erede di una fabbrica di guanti, del buon padre di famiglia. Ma anche la storia tragica e orrenda che fa irruzione nella casa ordinata di Seymour Levov attraverso la primogenita Merry. Lo scrittore si chiede se Seymour avesse voluto incontrarlo, quel giorno, per lasciargli questa storia da raccontare, sapendo di dover morire. E quello che farà, nei mesi successivi, sarà cercare di scoprire tutto quello che può, per scrivere un libro sulla “brutalità della distruzione di quest’uomo indistruttibile”...

Attraverso le parole di Nathan Zuckerman, alter ego dell’autore in diversi romanzi, Philip Roth ci fornisce uno spaccato e un’analisi degli Stati Uniti dalla Seconda Guerra mondiale ai giorni nostri, dalla nascita del sogno americano al suo infrangersi nella violenta ferita della guerra nel Vietnam. È Merry il veicolo attraverso il quale veniamo sbalzati, insieme allo Svedese, dalla “tanto desiderata pastorale americana”. E proiettati “in tutto ciò che è la sua antitesi e il suo nemico, nel furore, nella violenza e nella disperazione della contropastorale: nell’innata rabbia cieca dell’America”. Nel suo stile colto, con la scrittura brillante e intensa che lo caratterizza, Roth ci regala un romanzo carico di autentica compassione umana, dove non c’è posto per i moralismi, le convenzioni e le banalità. Al lettore si richiede pazienza e attenzione: i fatti non spiegano tutto, molte domande sono lasciate in sospeso e i punti di vista sono molteplici. Ma l’impegno verrà ricompensato dall’opportunità di penetrare i complessi personaggi che animano la storia, di comprendere l’ambiguità dei loro rapporti umani: un compenso elargito pian piano, che accresce la consapevolezza e fa riflettere. Pastorale americana si è aggiudicato il Premio Pulitzer per la Letteratura nel 1998.



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