Paura di volare

Paura di volare
Pretesto numero due: “Ho imparato tutto da solo. Passavo la notte davanti al simulatore di volo (Tomas Harry Salme, già pilota di AirOne e di altre compagnie, condannato per aver volato senza licenza. Scoperto dopo 10.000 ore di volo)”. Pretesto numero cinque: “Alcune compagnie aeree non sono molto diverse da organizzazioni criminali. Chi parla, denuncia e prova a opporsi alle leggi interne che regolano la loro spietata logica del profitto, viene eliminato: licenziato”. Motivo numero uno per leggere questo libro: saperne finalmente qualcosa delle follie delle compagnie aeree, che truffano, aggirano, riciclano pezzi di cinquant´anni fa, falsificano, coprono incidenti. Di aerei che non dovrebbero nemmeno arrivare sulla pista di decollo, non volare, perché privi dei requisiti minimi di sicurezza per l´aeronavigazione. Di denunce presentate dal personale di bordo, comandanti per primi, relative alla manutenzione non effettuata, o non adeguata, alla strumentazione non corretta, al livello di stress crescente. Denunce, neanche a dirlo, che non hanno quasi mai avuto un seguito, o che addirittura sono state fatte sparire… 
Unico motivo per non leggere questo libro: fare come il proverbiale struzzo, mettere la testa nella sabbia per non sapere, per non voler vedere. Specialmente se si ha un biglietto già fatto e la valigia pronta. Una sequenza ininterrotta di incidenti coperti (e mai divulgati), di “pezze” messe a rattoppare ciò che non andrebbe rattoppato, per la sicurezza di tutti, di sfruttamenti (piloti costretti a turni di 27 ore di fila, tanto per dirne uno), di silenzi obbligati. La lettura di questo saggio segue fasi ben precise: si aprono le prime pagine con una leggera inquietudine, si scapolano i primi capitoli con gli occhi sbarrati e l´espressione quasi incredula, si chiudono le ultime righe con un senso di indignazione profonda – e di gratitudine al fato o agli dei che hanno permesso che, in tutti i viaggi aerei effettuati, sia andato tutto bene. Indignazione profonda, ecco cosa rimane, sopra ogni altra cosa, al termine della lettura di questa inchiesta, così precisa, dettagliata e referenziata. Perché ancora una volta chi dovrebbe seguire una politica di tutela della vita umana, invece sceglie di porre attenzione al profitto... è proprio il caso di dirlo, “guadagnando sulla pelle degli altri”.

 

 

 
 
 
 
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