Paziente 64

Paziente 64
Novembre 1985. Nete è con suo marito Andreas Rosen a una cena in onore del vincitore del Gran Premio nordico per la Medicina. Tra gli invitati intravede una figura. Quella figura le si avvicina: è lui, Curt Ward. È invecchiato, son passati 25 anni. “Sei la puttana del dottor Rosen, adesso?”, le dice e continua ricordandole l’isola di Sprøgo, i suoi aborti, la sterilizzazione. Nete fugge dalla sala con suo marito. In auto solo silenzio e distanze incolmabili. Poi lui le dice “Stasera faccio la valigia” e continua a guidare. Lei alza una mano, la avvicina al volante, lo afferra e lo tira a sé: la strada sparisce, attraversano una siepe e toccano il mare… Novembre 2010. Carl Mørk ha appena appreso la notizia che la proprietaria di un’agenzia di escort è stata aggredita con l’acido solforico quando Rose, la sua assistente, le recapita una pila di fascicoli relativi a casi irrisolti e, tra questi, quello riguardante la scomparsa, negli anni ’80, di Rita Nielsen. Carl non sa ancora che quella sparizione è il primo tassello di una lunga indagine…
Grande esponente del thriller scandinavo, Adler-Olsen presenta la quarta indagine della Sezione Q diretta da Carl Mørk che, stavolta, lavorerà con Rose e Assad. Abilissimo nel costruire una trama ad incastri sapientemente articolata e portare il lettore, tassello dopo tassello, ad una verità crudele nella quale il vero protagonista è l’uomo con il suo bagaglio di follia. Un paziente scavo nel passato della storia danese che porterà alla luce l’orrore di una vicenda – quella relativa all’isola di Sprøgo divenuta celebre per l’internamento di donne ritenute promiscue o affette da ritardi mentali e sottoposte a tecniche coattive di sterilizzazione – capace di dimostrare come il male e l’insania possano trovare terreno fertile ovunque anche in paesi che, nel comune immaginario, son ritenuti per definizione perfetti e impeccabili. Avvincente e scorrevole come solo un buon thriller sa essere: non resta che attendere la traduzione italiana della quinta indagine già edita in lingua originale col titolo Mark Effetken.

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