Peggy Guggenheim

Peggy Guggenheim
Marguerite Guggenheim, al secolo Peggy - come era stata ribattezzata dall’amato padre Benjamin, deceduto nel tragico naufragio del Titanic - fu una donna dotata di un temperamento brusco e determinato, che dissimulava a fatica tutta la brama e l’angoscia di chi si sente acremente a credito con la vita. Slanciata e raffinata, elegante nel portamento e nel vestire, esprimeva una sensualità  disinibita e insieme solenne. Ereditiera di una delle più ricche famiglie degli Stati Uniti, si aggirava per i salotti bohemiennes di un’Europa anni Venti e Trenta che traboccavano di giovani artisti della nuova corrente avanguardista, donando ovunque un tocco di impudica ma sofferta passione. Sempre lucida nell’identificare le proprie pulsioni mal represse e ben determinata a riconoscerle, si consacrò al collezionismo d’arte in una sorta di cammino indispensabile per sfuggire al pesante fardello di un destino inconcepibile. Le frequentazioni e le relazioni sentimentali con scrittori e pittori del valore di  Jean Cocteau ed Ernest  Hemingway, di Salvador Dalì Ernest e Truman Capote, di Max Ernst e Marcel Duchamp, fecero di lei un mito che ancora oggi ha ancora molto tempo dalla sua parte…
È in libreria un interessante testo di Véronique Chalmet che ridona a Peggy Guggenheim un corpo e una storia che non finisce mai di stupire e incantare. La sua tormentata parabola esistenziale viene descritta in queste pagine con un’accattivante accuratezza del dettaglio caratteriale che la giornalista francese sa come diluire in un sapiente dosaggio narrativo. Il sottotitolo rende bene la particolarità di questa biografia mai convenzionale, costruita attraverso scelte, incontri, errori, colpi di fortuna e prese di coscienza. Il ritratto che ne esce è infatti quello di una persona in perenne stato di tensione emotiva verso un’estetica in cui il peso morto della materia riesca ad alleggerire quello della propria esistenza. Di una donna che ha saputo dare visibilità e lustro allo sperimentalismo delle avanguardie artistiche del primo Novecento, sentendosi parte della società che le esprimeva e riuscendo sempre a costeggiare il baratro della vita senza mai precipitarvi.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER