Pellicce tacchi a spillo e un cadavere nel bagagliaio

Pellicce tacchi a spillo e un cadavere nel bagagliaio
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Benvenuti a casa di Daša Vasil’evna, ex professoressa di Francese costretta dal quarto divorzio a mantenere il figlio Arkadij, sua moglie Ol'ga, la figlia Maša, il pitbull Bandi, il rotweiler Snap, la barboncina Cherry, il carlino Hooch, la yorkshire Julie, le gatte Cleopatra e Fifina, il pappagallo Coco, un paio di cavie, alcune lucertole e la sua migliore amica Nataša. Tutti in un buco di due stanze nel quartiere di Medvedkovo, a Mosca. Un bel casino, non c'è che dire, ma tutto cambia all'improvviso quando Nataša sposa un nobile francese che viene assassinato poco dopo, e diventa erede di un'immensa fortuna. Daša Vasil’evna lascia la scuola, si trasferisce baracca e burattini per un anno a Parigi a vivere di rendita, finché non le prende la nostalgia di Mosca, e ora eccola qua, riccona coll'hobby dell'investigazione. Un hobby che è chiamata ancora una volta ad esercitare quando, proprio mentre è impegnata a cercare un marito per l'imbranata Galja - lontana parente di un suo ex marito piombatale a casa - trova nel bagagliaio della sua macchina il cadavere di uno stimato editore, e viene a sapare che il marito di una sua cara amica, anche lui editore, è scomparso da una settimana...
Confusi? Ma no dai, è solo l'inizio! Nel tourbillon di personaggi che la Doncova muove sul palcoscenico al ritmo di vaudeville non c'è un attimo di tregua: il libro è tutto ritmo, battute, colori, sorprese. La zarina del giallo sovietico imbocca la strada opposta rispetto ai plumbei thriller da obitorio che la fanno da padrone nel panorama letterario internazionale, e immerge il suo plot 'misteryoso' in un'ariosa commedia isterica, tra sbuffi di profumo, boutique, completini fucsia firmati e... morti ammazzati, naturalmente.

 

 

 

 
 
 
 
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