Penelope Guzman - Il colpevole

Penelope Guzman - Il colpevole
Il signor Baldwin attende nervosamente di essere ricevuto dall'investigatrice privata Penelope Guzman. Vuol chiedere il suo aiuto per far riaprire un caso di omicidio. E’ convinto che solo le intuizioni della famosa detective potranno far luce sull’assassinio di John Winkler, per il quale è stato condannato Michael Spoonish. Baldwin confessa di essere lui stesso l’autore dell’omicidio, ma le prove raccolte dalla polizia sono tutte a carico di Spoonish: a partire dalle sue impronte digitali sul coltello da cucina che ha trafitto il giovane Winkler.  L’affascinate Penelope ha però la sensazione che dietro alle parole del suo cliente ci sia più di ciò che le ha confessato. Baldwin sostiene di essere l’amante di Spoonish e che quando quest’ultimo si è innamorato del collega Winkler, lo ha affrontato e accecato dalla rabbia lo ha ucciso. La detective indaga e con facilità riesce a scoprire la prima apparente verità. Caso chiuso? Non per Penelope!
Un giallo lineare, di impostazione classica, nel quale fin dalle prime righe si intuisce chi è il vero assassino. I personaggi creati da Eliott Parker (che a dispetto del nome - probabilmente uno pseudonimo - è italiano) sono molto semplici, e a tratti ahinoi monodimensionali, nonostante l’autore si dilunghi sulla loro personalità cercando di farla apparire complessa. Stessa operazione per la protagonista, Penelope Guzman: l’autore si sofferma spesso sulla descrizione del suo carattere che alterna una durezza eccessiva a un coinvolgimento emotivo fuori luogo, ma lo fa in maniera quasi infantile. Parker usa un vocabolario a volte troppo semplice, altre troppo 'alto' rispetto alla situazione, il tutto nella stessa frase - rendendo la lettura poco agevole. Una scrittura quindi che non riesce a coinvolgere del tutto il lettore e che si sofferma troppo su dettagli che finiscono per allontanare dalla storia, quella di Parker, qui al suo primo romanzo. Siamo di fronte a un autore che ha probabilmente la capacità di diventare uno bravo, ma che ha avuto troppa fretta di pubblicare una storia che - trattata in altro modo - poteva anche diventare una buona lettura. Al momento non lo è.

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