Pensione Maria

Pensione Maria
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Celestino è stato costretto ad andare in pensione prima del tempo, colpa di quella maledetta legge che sembra essere stata fatta solo per mettere in difficoltà le persone che come lui hanno ancora voglia e bisogno di lavorare. Sua moglie Piera una mattina trova sulla porta della drogheria dove ha lavorato per tutta la vita un cartello che ne annuncia la chiusura e sbigottita insieme agli altri dipendenti non può che prendere atto di non avere più un’occupazione. Per fortuna negli anni è riuscita a mettersi da parte con fatica un po’ di risparmi, investiti in un fondo di cui oggi hanno più che mai bisogno. I loro figli Pio ed Emilia vivono lontani e non sospettano minimamente delle difficoltà che i genitori si trovano ad affrontare. Ma quando Piera va in banca a controllare il suo investimento scopre che tutti i soldi sono stati prelevati dal figlio poco tempo prima, prosciugando il conto. Quando Piera e Celestino riescono a parlare con Pio, il ragazzo confessa loro di aver investito tutti i soldi in un caffè in Olanda, un caffè dove si serviranno prodotti alla marijuana. Quella pianta sentita solo nominare diventa il centro della loro vita trasformando due anziani coniugi in coltivatori e spacciatori di tutto rispetto…

Un romanzo breve, quello di Guido Bagatta ‒ giornalista, scrittore e volto noto della televisione, che con Cairo ha già pubblicato il romanzo 72 ore ‒ che ci fornisce la fotografia spietata di un’Italia dove il lavoro può venir meno da un giorno all’altro, dove le aziende possono chiudere senza dare spiegazioni gettando sul lastrico decine di famiglie, dove le leggi spesso fanno più danni che altro, dove l’unica via possibile da percorrere anche per le persone più rette ed insospettabili può essere solo delinquere. Un libro che rivela il volto di un Paese che non sa far fronte alle difficili conseguenze dell’immigrazione, né è capace di arginare il fenomeno dilagante dello spaccio e del consumo di stupefacenti o diminuire una richiesta sempre più ampia e diffusa in tutte le classi sociali e in tutte le età. Un Paese disattento ai bisogni reali della gente che lo abita, costretta suo malgrado a calpestare anche i propri principi per garantirsi un’esistenza dignitosa che l’Italia non è in grado di garantire. Una riflessione sulla legalità, sul sistema giudiziario e sulle tante contraddizioni che in troppi fingono di non vedere. In forma di commedia amara, come nella migliore tradizione italiana.



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