Penultimo nome di battaglia

Penultimo nome di battaglia
Argentina. La serata a base di whisky e malinconia del giornalista Manuel Carraspique e di un tale Ernesto, incontrato per caso al ristorante davanti a un piatto di asado, finisce in malora: i due hanno un incidente stradale nei pressi di Bajada de los Mallines, ai piedi della Cordigliera delle Ande. Quando Manuel riprende conoscenza è in un letto d'ospedale, apparentemente paralizzato dalla vita in giù: di Ernesto nessuna traccia, si scoprirà poi che non ce l'ha fatta. Ma Manuel non fa in tempo a riflettere sulla sua difficile situazione che gli si presenta una buona occasione professionale, di quelle da non perdere per uno come lui, non certo un principe dei reporter: nel letto di fianco al suo giace, coperto da bende, un uomo che pare catalizzare l'attenzione del personale e della polizia. Si dice sia Prudencio Màrquez, un indio che in preda a una crisi mistica ha compiuto una strage per poi darsi fuoco, e anche il ferito - quando Manuel, nel silenzio della notte e del dolore inizia a intervistarlo - inizialmente pare confermare questa tesi. Ma man mano che il racconto va avanti si arricchisce di nuovi personaggi, di nuovi protagonisti: uno spacciatore, un tossico spia della polizia, un perito assicurativo corrotto. Il compagno di corsia di Manuel è forse una sorta di camaleonte dalle mille identità? Oppure, se è un semplice indio con la mania della religione, che senso hanno tutte queste storie? E perché l'interesse della polizia al suo caso puzza sempre più di politica?
La ferita del passato argentino non si è mai richiusa del tutto, e basta il chicco di sale di una brutta storia qualsiasi per evocare fantasmi inattesi e segreti, per risvegliare dolori laceranti e rancori mai sepolti sufficientemente a fondo. Proprio quello che succede in questo noir sui generis di Raúl Argemì, intellettuale tra i più in vista di La Plata con una storia di opposizione al regime e di dieci anni di carcere alle spalle. La narrazione frammentaria e le continue domande senza risposta sono estremamente funzionali alla costruzione di questa vicenda enigmatica nella quale nulla è come sembra, se non l'impressione subitanea di trovarsi di fronte a un grande narratore.

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