Perceval

Perceval
Londra, 11 maggio del 1812. Un tale John Bellingham, uomo d'affari in bancarotta, fa irruzione nella Camera dei Comuni armato di due pistole e spara al Primo Ministro Spencer Perceval, uccidendolo. Pochi giorni dopo Bellingham viene impiccato e il Governo britannico assegna ai familiari del defunto Perceval un'indennità di 50.000 sterline. La famiglia all'epoca, pur essendo naturalmente molto in mostra, non navigava nell'oro e quindi la considerevole somma migliorò significativamente le condizioni economiche della vedova del Primo Ministro e dei loro 12 figli, 6 maschi e 6 femmine. Così, quando il giovane John Perceval, ex ufficiale dell'esercito britannico, fu colpito da una grave patologia mentale, la famiglia potè permettersi di farlo internare in una delle migliori 'case per lunatici' d'Inghilterra. Il ragazzo era da qualche mese in preda ad un forte delirio religioso e si era avvicinato alla setta degli Irvingiti, un culto evangelico estremo i cui adepti parlavano tra loro in un idioma incomprensibile che sostenevano essere tipico di un arcipelago della Micronesia. Allontanato dalla setta a causa del precipitare delle sue condizioni psichiatriche, Perceval convisse brevemente con una prostituta e contrasse la sifilide. La sua famiglia a questo punto intervenì e lo fece ricoverare. John Perceval fu internato nel gennaio 1831 nella casa di cura di Brisslington e nel maggio 1832 trasferito nella casa di cura di Ticehurst, dove rimase fino al 1834. Guarito, fu dimesso e sposò Anna Gradner, che gli diede quattro figlie.
Dal 1835 al 1838 Perceval dedicò un'enorme quantità di energia e di denaro (contro il volere della famiglia) a scrivere un memoriale della sua esperienza schizofrenica. Si tratta di un testo ritrovato e pubblicato, con un’introduzione e un’attenta cura editoriale, dall'antropologo Gregory Bateson nel 1961. Alla suggestione del linguaggio a tratti stralunato, con accenti visionari che fanno pensare a William Blake – e anche al presidente Schreber, oggetto di un celebre saggio di Freud – ma che rappresenta un'esperienza pressoché unica nella sua complessità e illuminante sulla schizofrenia vista dal punto di vista del malato, si aggiunge l’interesse delle notazioni critiche sul trattamento allora riservato ai malati mentali: notazioni sorprendentemente acute e coerenti con quanto afferma, per esempio, Michel Foucault nella sua Storia della follia. Perceval denuncia non solo la profonda ignoranza degli psichiatri di allora, ma anche la totale mancanza di rispetto per i pazienti delle 'case di cura per lunatici', il degrado e le vere e proprie torture fisiche e psicologiche alle quali venivano sottoposti. In appendice, un dotto saggio del curatore dell'edizione italiana, Paolo Bertrando, che inquadra il caso clinico storicamente e culturalmente.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER