Percorsi paralleli

Percorsi paralleli
Dopo aver avviato negli anni Trenta, tra alterne fortune, le prime collaborazioni con alcune tra le più prestigiose testate giornalistiche, il periodo della guerra rende le condizioni lavorative ancora più difficoltose. Guido Piovene viene assegnato dal “Corriere della Sera” di Milano a mansioni sempre meno qualificate. Alberto Moravia è costretto a firmare i propri articoli sulla “Gazzetta del Popolo” di Torino ricorrendo a uno pseudonimo. Durante la breve parentesi del governo Badoglio pubblica due articoli dichiaratamente antifascisti su “Il Popolo di Roma” allora diretto da Corrado Alvaro, prima di trovare rifugio sulle montagne della Ciociaria. Piovene, dopo aver riparato in Toscana, si trasferisce nella capitale, dove dalle pagine clandestine di “Azione” delinea la nuova fisionomia dell’intellettuale proletario. Nel giugno del ’44 entra a far parte della redazione de “Il Tempo”, mentre Moravia torna a firmare articoli su “Domenica”. Nell’autunno dello stesso anno i due cementano il proprio legame d’amicizia dando vita a un sodalizio culturale che li porterà a fondare e dirigere la rivista letteraria “Città”, a intervenire su “Mercurio” - mensile diretto da Alba de Céspedes interamente dedicato alla Liberazione del Centro-Sud e alla Resistenza romana – a collaborare con il giornale socialista “L’Epoca”, con il filoazionista “La Nuova Europa”- fondato da Luigi Salvatorelli – e con “Libera Stampa” di proprietà di Luigi Barzini jr…  
Sulla scia del ventesimo anniversario della morte di Alberto Moravia l’attenzione editoriale si irrobustisce, arricchendosi  anche di questo prezioso contributo realizzato per le edizioni Metauro da Marcello Ciocchetti, ricercatore sulla stampa romana del dopoguerra e autore di un precedente saggio bio-biblografico su Giacomo Debenedetti. Il volume scandaglia l’attività giornalistica dello scrittore romano tra il 1943 e il 1946, ponendola a confronto con quella di Guido Piovene. Un campo d’indagine fin qui solo marginalmente esplorato, in cui le vicende umane e intellettuali dei due si rendono complici consapevoli della realtà storica e culturale che viene catturata nelle pagine dei loro rispettivi articoli. Una lezione di metodo e di passione, in cui arte e vita si sostengono, si alimentano e si espongono vicendevolmente, costituendo la regione di una ragionata scelta tematica, che consente di poter ricostruire, da un versante insolito, la nascita e lo sviluppo di una nuova condizione civile e culturale. Per questa via il lettore attraversa le difficoltà e gli impedimenti posti dal regime fascista, le oscurità e i bagliori che segnano l’alterna vicenda del paese in seguito alla firma dell’armistizio, fino alla svolta liberatrice e decisiva impressa dalla liberazione. Il volume è diviso in due parti: al saggio, corredato da un illuminante apparato di note, è aggiunta un’utile appendice bibliografica parallela degli interventi relativi al periodo più intenso delle pubblicazioni giornalistiche di entrambi gli scrittori, quello compreso tra il maggio del 1944 e il dicembre del 1945.

 

 

 

 
 
 
 
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