Pezzi di vetro

Pezzi di vetro

Lumaca Testarda è il fondatore di “Al Credito a morte”, nomen omen. “Al Credito a morte” è un bar, per la precisione il ritrovo di tipi umani a metà tra l’allegria e la tragedia, particolarmente attaccati alla bottiglia e alla voglia di raccontare la propria vita. Parole sparse tra un bicchiere e l’altro, destinate a scomparire insieme agli ultimi effluvi dell’alcol. A meno che qualcuno non decida di prendere carta e penna e fissarle nella memoria. Quale penna migliore se non quella di Pezzi di vetro? Cliente storico, ex insegnante di scuola elementare e – inevitabilmente - grande amante del vino. L’unico in grado di raccogliere tutte quelle riflessioni affogate in uno, due, dieci bicchieri, riflessioni di clienti fissi e ricorrenti, o quelle di chi, passando, decide di affidargli pezzi della propria vita. C’è Pampers, amante delle prostitute del quartiere, o il Tipografo, reo di aver sposato le sue disgrazie prendendo in moglie una francese. Rubinetta e Casimir invece gareggiano per la pisciata più lunga. Pezzi di vetro è il regista, l’unico in grado di leggere e interpretare la verità dei suoi personaggi, di dargli un posto nella letteratura, in tutta la loro umiltà…

Il congolese Alain Mabanckou fa un inno alla letteratura: Pezzi di vetro dà uno spessore a una quotidianità sfatta e “bassa”, immersa in un contesto culturale e storico universale, intrisa in un tripudio di citazioni nelle citazioni. Grandi personaggi della cultura, della letteratura, del cinema, della storia si intrecciano all’inquietante normalità di personaggi letteralmente da bancone. Un intreccio ossimorico ma perfetto, un contrasto vivo e palpabile, uno scardinamento ben riuscito degli schemi: la letteratura che dà spazio, concretezza e inchiostro al bassifondo, in una rappresentazione completa e senza riserve della vita in tutta la sua varietà. Ci intrufoliamo letteralmente in mezzo al taccuino di Pezzi di vetro, quando già la sua scrittura sembra iniziata da un po’, come dimostra l’inizio del romanzo in lettera minuscola. Pezzi di vetro rappresenta il valore della letteratura come unico modo per rendere immortale la realtà e per conservarne la memoria. Perché tutto, anche il peggio, merita di essere raccontato da una penna.



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