Piacere, io sono Gauss

Piacere, io sono Gauss
Gauss ha dieci anni, è sveglio, simpatico e dice sempre la verità. Quest'ultima caratteristica però non è che sia una gran virtù, perché finisce sempre per metterlo nei guai. Come quella volta che ha costretto la sua mamma a giustificarsi con l'assistente sociale: aveva detto alla maestra che sua nonna Olimpia lo chiudeva nello sgabuzzino per ubriacarsi in santa pace. E che la sua sorella più grande lo baciava con la lingua, tanto per tenersi in allenamento. Del resto con una famiglia così stramba la verità non può non risultare sconveniente. Nonna Olimpia ha adottato mamma Genna (si scrive proprio con le due "n" e non è il suo cognome) all'età di dodici anni. Alla tenera età di trentasei anni mamma Genna ha già una figlia di diciassette, Leonora, (quella del bacio con la lingua) ed il piccolo Gauss. Il padre di Leonora se n'è scappato a gambe levate appena è nata lei, ma almeno Leonora sa chi è, l'ha conosciuto. Il padre di Gauss invece manca completamente all'appello di questo bizzarro albero genealogico: lui non c'è, non c'è mai stato. Tutti sanno ma nessuno ne fa parola al diretto interessato. Ed essendo Gauss un propugnatore della verità, farà di tutto per scoprire quello che gli altri non gli vogliono far sapere. Ma scoprirà anche che, a volte, la verità non è poi così importante...
Dopo aver raccontato la storia di una sedicenne ribelle in Te lo dico in un orecchio, Silvia Tesio - copywriter pubblicitaria e sceneggiatrice torinese - abbassa il tiro di qualche anno raccontandoci di un preadolescente alle prese con una strana situazione familiare. Ma Gauss (bizzarro nome scelto in onore del matematico/astronomo/fisico dell'ottocento) non è l'unico protagonista di questa storia. Ad accompagnare il lettore in queste divertenti duecento pagine c'è anche colei che Umberto Cerroni definì "quello che cerchi quando ancora non sai cosa sia, ma sai che c'è": la verità. L'autrice infatti sottolinea fin da subito il rapporto di tutti i personaggi con essa creando due fazioni opposte: quella di Gauss che la dice anche a costo di rimetterci, e quella di tutti gli altri membri della sua famiglia, che invece della verità sembrano averne repulsione. Conoscere l'identità del padre è un diritto del ragazzo ed è inevitabile che tutte le simpatie iniziali vadano da quella parte. E poi Gauss è così sensibile, arguto e simpatico. Ma man mano che il romanzo avanza le cose cambiano. Non per Gauss, che rimane sempre sensibile, arguto e simpatico, ma per il coprotagonista, la verità, che non ci fa una bella figura, e alla fine, in fondo, non è nemmeno poi così importante. Scorrevole, leggero e divertente Piacere, io sono Gauss ha forse un solo piccolo difetto: dal profilo psicologico del simpatico preadolescente fa ogni tanto capolino la personalità di una quarantenne colta e brillante. Ma Silvia Tesio è sensibile, arguta e simpatica proprio come il suo protagonista, e le sue irruzioni sono perdonate. In alcuni casi, persino gradite. 

 

 

 

 
 
 
 
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