Pianoforte vendesi

Pianoforte vendesi
Nella notte dell'Epifania, prima che tutte le feste si porti via, possono succedere molte cose: sciolti i legacci alle regole del vivere morigerato come busti troppo stretti in cui dame ingrossate si muovono a fatica, due spiriti folli e fratelli, Gioia e Spensieratezza, si aggirano per le strade di Bellano, piccolo paese acquattato in Lombardia. Può succedere, ad esempio, che un "pianista" scenda dal treno per una serata di lavoro un po' speciale: le sue lunghe, belle mani sono pronte ad infilarsi, discrete, in giacche e tasche, mentre i legittimi proprietari di portafogli ed orologi saranno troppo impegnati ad ingannare con vino e focacce l'attesa dei Re Magi. Succede anche che il caso ci metta le sue, di mani, molto più affusolate e fantasiose, e faccia comparire davanti al naso del Pianista un cartello affisso ad un malridotto portone, "Pianoforte vendesi": e il Pianista sa che dove c'è da vendere, ci sarà sicuramente anche qualcosa da rubare. Se non fosse per alcuni piccoli particolari: come Gioietta Ribaldi, l'anziana proprietaria dello strumento, e un silenzio innaturale quando, da esso, magiche note prenderanno vita. Mettendo in allarme il calzolaio di fronte, che di quella casa ha le chiavi in custodia: di lì, poi, il passo in questura, dove brigadiere e maresciallo beffano le ore giocando a carte, è breve. Non tutto, però, in quella notte di attesa, è davvero come appare: il furto, il pianoforte, e Gioietta Ribaldi. Solo qualche ora da trascorrere in cella per il Pianista, e qualche domanda da fare per lo scettico maresciallo, rimetteranno le cose al giusto posto: perché la Befana, oltre a portar via le feste, a volte prende con sé anche fantasmi e misteri.
Andrea Vitali, classe 1956, è un infaticabile narratore: nella lunga biografia di scrittore si contano così tanti titoli, a partire dal 1992, che gli si rende il giusto merito dicendo che nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia. Pianoforte vendesi, ultima in ordine di tempo, è un piccolo gioello di novella posata su di un tempo sospeso: quello della festa, fatto di regole messe in un cantuccio, di piccole follie da godere in fretta, e subito. Il tempo della festa che è poi anche quello dell'attesa, di qualcosa che forse verrà, perché, è risaputo, non conta tanto la ricorrenza in sé e per sé, quanto l'eccitazione nell'aria che la precede: qui c'è un intero paese in attesa, un'umanità pronta ad esplodere, con tutti i riti tipici di una piccola porzione d’universo. Con la sua scrittura felice ed agile, un gatto di parole da seguire pagina dopo pagina, il libro si dipana in un'atmosfera suggestiva rivelando, con poche pennellate decise, ciò che di importante c'è da sapere (il carattere del paese e dei suoi abitanti), lasciandoci comunque l'illusione che non tutto sia stato detto, che qualcosa di indefinito permanga nelle strade, nel cuore dei personaggi. Vitali, raccontando una storia semplice, un furto in una notte di allegria, ci guida negli interstizi dell'esistenza, là dove ad ogni luce corrisponde un'ombra, e dove le possibilità di fare e agire sono molte, tutte libere: sta a noi, e al Pianista, scegliere da che parte stare. Perché, si sa, dopo il 6 gennaio, arriva in fretta il 7: il giorno del risveglio brusco, del ritorno alla normalità e, per qualcuno, della possibilità di riscatto.

 

 

 

 
 
 
 
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