Pianoterra

Pianoterra
Pianoterra è un punto dal quale far partire lo sguardo per osservare il mondo. All'altezza del pianoterra corrisponde l'altezza umana del marciapiede. Guardandoli da qui gli uomini sono simili ad alberi che camminano: anche loro, come il legno, vanno presi nel verso giusto, secondo la loro fibra, altrimenti si spaccano, si torcono e non servono più a nulla, se non per il fuoco. Se un giudice si fermasse a guardare gli uomini dallo stesso pianoterra, come sta facendo l'autore, allora forse capirebbe che la sua sentenza altro non è che taglio nel legno vivo della loro vita, e solo allora, forse, un atto di giustizia potrebbe servire a potare e non ad abbattere la vita di un uomo, troncandola in un prima e in un dopo di prigione. Pianoterra è dove la generazione a cui appartiene l'autore per dieci anni sceglie di risiedere, ingombrando marciapiedi e strade: vi scende nel '68, per poi ritirarsi lentamente e specializzarsi in agguati, fino a trasformare, nella primavera del '78, con la condanna a morte di Moro, il suo diritto in arbitrio, la sua ricerca di giustizia in volontà di potenza. E sempre al pianoterra Erri De Luca sceglie di stare nel '99, quando parte come volontario alla volta di Belgrado, per partecipare suo malgrado al controsenso di un intervento militare del nostro Paese che di notte bombarda una città a cui, di giorno, invia convogli umanitari. De Luca parte anche perché è sua l'eredità del Novecento, quella dei racconti di sua madre, di Napoli, la città d'Italia più bombardata durante la seconda guerra mondiale: oggi tocca anche a lui sentire quelle stesse sirene di allarme che riempivano i racconti di sua madre, e non può sottrarsi alla rima della storia di un'Europa che colpisce altra Europa...
Questi sono solo tre esempi. Pianoterra è una raccolta molto varia di scritti, di impressioni, di ricordi. Già pubblicata nel 1995 (molti degli interventi allora risalivano all'esperienza di Erri De Luca in Bosnia) questa edizione del 2008 si distacca dalla precedente per alcune sostituzioni: i racconti di quella guerra hanno lasciato il posto a scritture più recenti e attuali, ma per volere dell'autore il titolo è rimasto uguale, a testimoniare la sostanziale identità di uno sguardo, quello di un uomo in mezzo ad altri uomini, dagli anni '90 fino ad oggi.

 

 

 

 
 
 
 
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