Piccola

Piccola

“È una piccola esclamazione. Una piccola protesta. Una piccola ingiuria. In ogni caso, una piccola qualcosa. Sì, preferisco Piccola. Piccola è il nome che le do”. Una descrizione che calza a pennello alla minuscola Anne Marie Grosholtz, in arte Piccola. Nata a Berna da una madre col naso troppo lungo e un padre dal mento assai sporgente, Marie lascia ben presto la Svizzera, sulle orme del suo nuovo padrone. Il dottor Curtius è un personaggio eccentrico, spaventato dagli esseri umani quasi in egual misura di quanto non sia innamorato delle sue riproduzioni anatomiche in cera. Per poter sfondare vendendo teste di cera, il padrone e la bambina partono alla volta di una Parigi che si sta avviando verso uno dei suoi periodi storici più ferventi: la Rivoluzione francese. Nella grande capitale, le vite di Marie e del dottor Curtius si intrecciano con quelle dei due proprietari della casa che vanno ad abitare: una vedova burbera e affamata di soldi e il figlioletto, Edmond, che somiglia in modo spaventoso ai manichini esposti. Marie cresce di pari passo con la sua nuova città, le mani continuamente prese a impastare cera, gesso e argilla, tra teste di grandi personaggi illustri e dei più beceri assassini. Seguendo il mantra “la cera non sa mentire”, la piccola – ma non così tanto – vita di Marie viene scandagliata anno dopo anno, in un susseguirsi di riproduzioni che scandiscono i periodi salienti della sua esistenza…

Nell’intervista che Edward Carey, in occasione del Bookpride, ha concesso gentilmente a Mangialibri, lo scrittore e illustratore britannico ci ha tenuto tanto a sottolineare che questa sua creatura di quasi 500 pagine è frutto di quindici anni di lavoro. E in effetti, durante la lettura, si avverte netta la percezione del tempo che passa e di quanto la scrittura di Carey cresca di pari passo con Marie rasentando un’accuratezza quasi maniacale. Niente viene dato per scontato, tutto è fondamentale alla nascita della celeberrima, Madame Tussaud e delle sue statue di cera. Il libro, infatti, altro non è che una biografia romanzata, tra grandissime verità mescolati con cura a invenzione narrativa finalizzate ad aggiungere colore a una storia che ha già dello straordinario di per sé. Le vicende di Marie sono narrate in maniera tale da incuriosire e coinvolgere il lettore fino a trasportarlo in un’epoca lontanissima – la Francia della Rivoluzione – senza che il salto temporale sia mai d’intralcio. Altra chicca assolutamente da non perdere riservando magari uno sguardo distratto sono le illustrazioni presenti nel libro, opera dello stesso Carey, che si ispirano a una serie di disegni realmente realizzati dalla stessa Marie e sono davvero meritevoli di grande attenzione. Quando la letteratura incontra l’arte nasce una storia d’amore coi fiocchi e Carey l’ha saputa raccontare con grandissima maestria, con uno stile armonioso e che non stanca. Una protagonista che riflette moltissimo la duplice passione dello scrittore stesso che, nel corso dell’intervista, aveva candidamente ammesso di non essere capace di scegliere tra scrittura e disegno. E meno male!

LEGGI L’INTERVISTA A EDWARD CAREY



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