Piccole varianti sulla fine di un amore

Piccole varianti sulla fine di un amore
Che non si muore per amore - altro che Lucio Battisti - è una verità a metà. Sarah per esempio per poco ci lascia le penne a causa del dolore provocato dalla perdita di A., che improvvisamente la lascia. L’ossessione si impadronisce di ogni suo respiro e la divora senza tregua, fino a consumarla. Per dimenticare a nulla servono i viaggi, le forzate clausure, altri uomini. Perché quando finisce un amore così com’è finito il suo, senza una ragione né un motivo, (e aridaje con le canzoni nostrane), risulta davvero impresa titanica riempire il vuoto dell’abbandono. Sarah per quell’uomo ha fatto di tutto. Si è immolata come una schiava alle richieste erotiche più ardite di un amante perennemente inquieto, ostinatamente dominus del corpo, della mente, dei desideri, della volontà della sua donna. Non è bastata la sua incondizionata prostrazione, il suo essere sempre e comunque accondiscendente. La dipendenza è una malattia virulenta. Bisogna decidere presto, prima che annienti definitivamente il pensiero, se combatterla o dargliela vinta… 
Piccole varianti sulla fine di un amore è il romanzo della liberazione, la cronaca dello scioglimento dalle catene di una relazione molesta, la storia della nascita di una nuova consapevolezza di sé. Certo una via crucis che i lettori potranno percepire angosciante, ma necessaria, salvifica, persino rincuorante. Se il principio della narrazione, infatti, ci scaglia contro un vento spesso di claustrofobia, nel corso della trama è quasi palpabile la sensazione di un allentamento della tensione e della sofferenza. La strada della speranza è il messaggio a chiosa dell’autrice rivolto agli innamorati perduti, la sua invocazione affinché si ritrovino e possano, ritrovandosi, rinascere alla vita è fortemente distinguibile nel groviglio del sentimento a senso unico che ci viene riportato. Interessante in questa ennesima prova letteraria di Francesca Mazzucato il ricorso alla suddivisione in brevi paragrafi, il cui sottotitolo cita i brani celebri (e meno celebri) di compositori internazionali che hanno attraversato la storia della musica di tanti secoli. Essi rappresentano la colonna sonora delle tappe di quella “croce” di cui abbiamo accennato. Alle note di Ryuichi Sakamoto il privilegio di aprire gli argini al fiume di parole e coscienza di cui la protagonista ci rende via via partecipi attraverso una scrittura elegantemente fluida, a tratti debordante, che con l’elemento primordiale dell’acqua ha molto in comune. Scoprite cosa leggendo queste piccole ma intense varianti sulla fine di un amore, l’inizio di molto altro. Nota aggiuntiva: questo romanzo è stato concepito come parte di un dittico. Il suo proseguimento è Partitura. Se vi va.

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